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Novaria alimentaris
Viaggiare nel tempo riserverebbe grandi sorprese,
anche e soprattutto a tavola: sarebbe deluso l'inventore della macchina
del tempo che ingolosito cercasse per esempio
un bel risotto o una polenta gialla nel Cinquecento. Non troverebbe
nulla nemmeno nel novarese. In compenso si imbatterebbe in cibi per
lui sconosciuti e forse poco invitanti: pappette di miglio, puré
di fave, aglio e cipolle dappertutto... Una guida esauriente alla
paleogastronomia locale è fornita dal volume di Giampietro Morreale
Novaria Alimentaris, documentatissima scorribanda attraverso
i secoli alla scoperta di abitudini gastronomiche che mutano di continuo,
e spesso conoscono corsi e ricorsi. Si parte
dall'antica Roma e si transita per un Medioevo barbarico, in cui i
prodotti di un'agricoltura povera e primitiva erano affiancati dai proventi di una caccia che
prosperava grazie all'estensione delle superfici boschive. Poi i boschi
scompaiono e, alle soglie dell'Età Moderna, cominciamo a riconoscere
il nostro mondo: nel Quattrocento arriva (dalla Spagna, grazie agli
arabi e, in ultima istanza, ai cinesi) il riso, che però rimane
a lungo un cibo da ricchi, rivenduto e non consumato dai produttori.
Solo molto più tardi si affacciano il mais e la patata americani,
che lasciano inizialmente diffidenti le plebi rustiche. Insomma, il
patrimonio gastronomico delle nostre terre nasce a poco a poco nel
corso di due millenni abbondanti, con frequenti sostituzioni di materie
prime e cambiamenti radicali di gusti (i Romani trovavano repellente
il burro, ma andavano ghiotti di pesche in salamoia...). Tuttavia,
anche quando il passato pare coincidere con il nostro presente, Morreale
invita a non lasciarci ingannare. Un tapulone odierno, preparato con carne di
asinelli giovani, allevati espressamente
per la macellazione, è cosa diversissima da un tapulone di cento
e più anni fa, in cui finivano le carcasse di povere bestie vecchissime
che avevano trascinato pesi abnormi per tutta la vita. Ma forse l'importante è
che fra cinquant'anni si sappia ancora cos'è un tapulone, e pazienza
se lo si accompagnerà con patatine fritte e ketchup.
Giampietro Morreale, Novaria alimentaris. Appunti sulla storia di Novara attraverso la sua cucina e le sue ricette. Comitato clubs novaresi _ Novara, 1999 _ Pagine 160 _ s.i.p. |dino erzei _ 11.2000|
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