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La chiesa dell'Annunciazione in Meina

La chiesa dell'Annunciazione a Meina è quel piccolo edificio che si incontra, quasi a fare da spartitraffico fra due strade, attraversando il paese in direzione del Vergante: costruzione antica, come narra Antonio Zonca in questo documentatissimo libretto, dotata di un bell'affresco del XV secolo, anche se le prime notizie scritte su di essa risalgono al Seicento. Una testimonianza architettonica e artistica non priva di pregi, ma anche (ed è soprattutto sotto questo spirito che Zonca l'ha affrontata) l'espressione plurisecolare delle vicende di una comunità, di gruppi di fedeli, di singole persone. Come quel Bartolomeo Viotta che, dopo aver fatto testamento nel 1646 (ed era normale al tempo prima di partire per un lungo viaggio), si recò a Venezia per arruolarsi nelle milizie che in quegli anni combattevano a Creta contro i turchi. Di lui in seguito si persero le tracce in quelle terre lontane, ma quando venne dichiarata la sua morte presunta i suoi beni passarono, come da sue precise disposizioni, proprio alla chiesa dell'Annunciata. O come quel Giacomo Francesco Luatti, residente a Meina ma appartenente a un'importante famiglia aronese, che nel 1694 dispose la propria sepoltura nella chiesetta dopo una cerimonia funebre officiata da ben ventiquattro preti (i figli, per non badare a spese, ne convocarono trenta, più il parroco di Meina: dovette trattarsi di una messa alquanto solenne per la piccola costruzione...). Storie la cui memoria si sarebbe persa se un filo invisibile non le avesse collegate a un edificio sacro destinato a permanere, pur tra molte trasformazioni, attraverso i secoli.
Antonio Zonca, La chiesa dell'Annunciazione in Meina.
Parrocchia di Santa Margherita _ Meina, 2002 _ Pagine 52 _ s.i.p.

|dino erzei _ 5.2003|
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