LUMIERE
film del 1999

Fratello, dove sei?

Giunti alla loro ottava prova dietro la macchina da presa i due fratelli più colti del cinema americano, che in Europa hanno visto, col passare degli anni, ingrossarsi le fila dei loro estimatori, si sono divertiti a scompaginare ancora una volta le regole del gioco scegliendo come derivazione culturale niente di meno che l'Odissea. L'organizzazione aziendale, per così dire, della premiata ditta Coen&Coen, non è cambiata dal 1985 (l'anno del debutto con il folgorante Blood Simple) ad oggi: sceneggiatura scritta a quattro mani, Joel in cabina di regia e Ethan ad occuparsi della produzione. Un'alchimia che si è rivelata quasi sempre vincente, con risultati spesso da standing ovation, vedi Fargo e Il grande Lebowski. Ennesima conferma della bont<133> di un sodalizio del tutto unico nella recente storia del cinema americano giunge ora sui nostri schermi dopo la presentazione sulla Croisette nello scorso maggio O brother, where art thou?, titolo shakespeariano per un film che liofilizza in maniera geniale l'immortale poema omerico, il blues degli anni Trenta, la storia popolare degli States. Succede cosìdi incrociare il corpulento John Goodman, Polifemo che si spaccia per venditore di bibbie, e il gangster "Babyface" Nelson (Michael Badalucco); tre splendide ragazze che rimandano direttamente alle sirene di Ulisse; una sorta di aedo cieco le cui parole si riveleranno profetiche e un politico che, durante la campagna elettorale che dovrebbe riconfermarlo governatore, intuisce l'importanza dei mass media, nonostante sia attorniato da un branco di imbecilli; un'assemblea degli incappucciati del Ku Klux Klan preludio a una inondazione di proporzioni bibliche che si conclude con la visione di una vacca sul tetto. Certo, il fine ultimo dei due fratelli terribili del Minnesota è sostanzialmente l'entertainment, e in questo caso più che in altri i due si sono divertiti a disseminare il film di riferimenti culturali precisi ma non per questo essenziali alla fruizione di un prodotto che deve pur sempre essere venduto. George Clooney, baffetti alla Clark Gable e capelli perennemente impomatati è Everett Ulysses Mc Gill, un simpatico cialtrone che coinvolge altri due galeotti come lui (John Turturro e Tim Blake Nelson) nella fuga per recuperare un ipotetico tesoro. Il nostro antieroe ha come obiettivo non secondario il ritorno dalla moglie, che guarda caso si chiama Penny, interpretata con piglio insieme stizzito e ironico da una trascinante Holly Hunter. Naturalmente il percorso non sarà lineare e i punti A e B si uniranno solo dopo un divertente vagabondaggio per le strade impolverate dell'America della Grande Depressione. Il versante picaresco della storia si fonde quindi in maniera perfetta con l'inusuale ambientazione; i Coen riescono a indurre il sorriso anche trattando temi che solitamente hanno ricevuto un altro tipo di approccio e questo è il punto di forza di un film che può forse lasciare perplessi per l'"andamento lento" e forse meditato della storia ma che si rivela a conti fatti una vera e propria bomba ad orologeria. Clooney, entrato di diritto nel mondo dei Coen, si rivela con Fratello dove sei? un attore versatile con insospettabili punte di autoironia, mentre ritornano però cosìdire sul luogo del delitto il supercollaudato John Turturro affiancato per l'occasione dal John Goodman già incontrato sul set di Barton Fink e l'ineffabile, simpaticissimo Charles Durning, che ha fatto ormai della sua obesità un'arma letale. Apprezzabilissimo anche dal punto di vista strettamente tecnico (i colori sono stati desaturati con l'aiuto del computer per conferire alla pellicola le caratteristiche di una fotografia d'altri tempi) l'ultimo film dei registi di Mister Hula Hoop è consigliabile a tutti gli amanti dell'intrattenimento intelligente
ma non palloso.

Fratello, dove sei? di Joel Coen
con George Clooney, John Turturro, Tim Blake Nelson, John Goodman, Charles Durning
Usa, 1999. Durata: 108 minuti.

[riccardo bevilacqua _ 12.2000]
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