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| LUMIERE |
| film della stagione 2000/2001 |
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L'amore che non muore
1850, Isola di Saint Pierre, Canada. Madame La è
una donna forte, tanto nel suo amore sconfinato per il marito, capitano
dell'esercito francese, quanto nella sua pervicacia nel difendere
le proprie convinzioni e nel lottare contro i pregiudizi di una microcomunità
nella quale è del tutto sconsigliato andare contro certe leggi
non scritte. Leconte, da sempre affascinato da storie "al limite"
in cui la componente mélo assume i connotati di una riflessione
per niente banale sulle strade impervie dell'amore estremo, ha scelto
questa volta di ambientare il dramma nelle lande sconfinate di un
avamposto ai confini del mondo, battuto da nebbia e gelo, quasi a
significare il contrasto con la solarità del rapporto tra il capitano
e sua moglie, in cui si insinua la figura
di un condannato a morte (Emir Kusturica) reo confesso di un omicidio
commesso in stato di ubriachezza. Tra lui e Madame La si instaura
un rapporto che sarebbe banale definire di "quasi amore", ma i notabili
della piccola comunità fanno in modo che la situazione si evolva
nel peggiore dei modi. Strenuo difensore delle idee e dei comportamenti
della moglie, il capitano finirà di fronte al plotone di esecuzione
con l'accusa di sedizione e la testa del condannato rotolerà sotto
il colpo della "vedova", ovvero della ghigliottina. Film controcorrente,
che sembra richiamare certe atmosfere del cosiddetto "cinema di papà"
contro cui si era mobilitata negli anni Sessanta la Nouvelle Vague,
un cinema fatto di storie solidamente costruite e di interpretazioni
al limite dell'accademismo, La veuve de Saint-Pierre è invece
un prodotto di tutto rispetto, che ci riconcilia con un autore che
negli ultimi tempi aveva dato segnali poco incoraggianti inanellando
una serie di film assolutamente non memorabili. La passione coniugale,
che già fungeva da spina dorsale in Il marito della
parrucchiera, ben si coniuga a nuovi, interessanti elementi, primo
fra tutti la passione civile dei due sposi che li spinge, lentamente
ma inevitabilmente verso il baratro. Di altissimo livello, come spesso
accade nei film del regista di Mr. Hire, le prove d'attore
di una Juliette Binoche palpitante e mossa da un coraggio non comune
e di un Daniel Auteuil alle prese con un personaggio non facile e
di grande spessore morale. Un'autentica sorpresa, infine, giunge da
un inedito Emir Kusturica, il cui volto disperato e selvaggio riassume
egregiamente il senso di tragedia imminente che pervade l'intera vicenda.
L'amore che non muore di Patrice Leconte con Juliette Binoche, Daniel Auteuil, Emir Kusturica, Michel Duchaussoy, Philippe Magnan Francia, 2000. Durata: 112 minuti. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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