LUMIERE
film della stagione 2000/2001

Rapimento e riscatto

Russell Crowe è un esperto in negoziati che coinvolgono persone rapite, Meg Ryan è la moglie di un ingegnere (David Morse) fatto sparire da una banda di guerriglieri sudamericani. Non è nemmeno lontanamente teorizzabile che tra i due non nasca qualcosa di più profondo del rapporto di lavoro. Prima però di gettare l'uno tra le braccia dell'altra il buon Taylor Hackford (Ufficiale e gentiluomo, L'ultima eclissi, L'avvocato del diavolo) ci spiega per filo e per segno che cosa vuol dire essere tenuto in ostaggio da una banda di ex rivoluzionari, i quali ora hanno dato vita a una vera e propria centrale del crimine organizzato finanziata con droga e sequestri di persona. Una visione un po' distorta che non funziona nemmeno dal punto di vista prettamente drammaturgico. Per più di un'ora assistiamo infatti alle estenuanti trattative tra l'ex gladiatore Crowe (fresco oscarizzato) e i criminali di turno, con i quali, alla fine, si dovrà far ricorso alle maniere forti. Il nostro si trasforma quindi da abile stratega in un simil-Rambo dal cuore d'oro che mette la sordina alle ragioni del cuore pur di riportare a casa l'ingegnere scomparso. Una volta conclusa con successo la missione quasi impossibile, se ne andrà nel tramonto con il groppo in gola, ma con la convinzione di aver fatto comunque la cosa giusta. Proof of life è insomma un degno rappresentante di quel neo sentimentalismo che mixa muscoli e cervello alla ricerca della platea più ampia possibile. Irrilevante sotto il profilo sociopolitico, il film di Hackford sprigiona una carica narcotizzante non comune riuscendo a prendere quota solo nel finale in cui la parola passa alle armi. E per un film d'amore e guerriglia, se permettete, non è esattamente il massimo.

Rapimento e riscatto di Taylor Hackford
con Russell Crowe, Meg Ryan, David Morse, David Caruso, Pamela Reed
Usa, 2000. Durata: 135 minuti.

[riccardo bevilacqua]
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