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| LUMIERE |
| film della stagione 2000/2001 |
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Traffic
Fresco di una significativa affermazione nella notte
degli Oscar, che gli ha tributato quattro statuette (regia, montaggio,
sceneggiatura originale, Benicio Del Toro attore non protagonista),
Traffic è una delle autentiche sorprese di una stagione
in cui ha prevalso la logica dell'appiattimento ideologico ancor prima
che stilistico. Una stagione all'inferno, per dirla con Rimbaud, durante
la quale si è assistito a una pletora di film confezionati spesso
con dovizia, ma quasi sempre privi di qualsiasi interesse strettamente
artistico. Risultato: i membri dell'Academy si sono visti costretti
a nominare nella cinquina dei papabili film non certo memorabili come
La tigre e il dragone o Chocolat. Va da sé che Soderbergh
abbia catalizzato l'attenzione e il tifo di tutti gli appassionati
di quel tipo di cinema che ancora si diverte a individuare nuove autostrade
espressive senza con questo rinunciare a un preciso e spesso scomodo
sguardo sulla realtà. In Traffic si parla di droga, un tema
scottante che in America viene indifferentemente evitato o affrontato
a muso duro con politiche iperrepressive. Tre sono le storie che si
intrecciano e tre sono le scelte cromatiche che le sottendono. Si
passa dall'ocra quasi claustrofobico del Messico in cui due poliziotti
di frontiera se la devono vedere con i maneggi del generale Vargas
(un superbo Tomas Milian), alla normalità della vicenda in cui
è coinvolto lo "zar" dell'antidroga Michael Douglas con figlia
in dipendenza da crack, e ancora al blu che contraddistingue
le azioni di Catherine Zeta-Jones, dapprima moglie ignara dei traffici
illegali del marito e poi dark lady disposta a tutto pur di
farlo uscire dal carcere. Pur nella sua alternanza di stili e atmosfere,
Traffic mantiene una sua coerenza e una sua compattezza di fondo.
E se fatica a far emergere la visione delle cose del regista, che
si è dichiarato spesso in favore della legalizzazione delle droghe
leggere, Traffic si fa perdonare qualche ingenuità proponendo
uno sguardo inconsueto, maledettamente realistico in cui la tragedia
si stempera in un finale non del tutto condivisibile nel suo ottimismo.
Traffic di Steven Soderbergh con Michael Douglas, Benicio Del Toro, Catherine Zeta-Jones, Dennis Quaid, Tomas Milian Usa, 2000. Durata: 147 minuti. | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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