LUMIERE
film del 2002

Minority report

Anno 2054: l'America è sempre più preda di pazzi assassini, con la sola eccezione di Washington, in cui da sei anni opera con successo totale un Dipartimento Precrimine, che si avvale delle premonizioni di tre giovani ed efebici veggenti, i Precog. I tre, due maschi gemelli e una ragazza (la bella inglesina Samantha Morton), sono tenuti in vita in una grande vasca, "nutriti" da enormi dosi di farmaci e sono gli unici sopravvissuti di una spietata selezione genetica, condotta su figli strappati a genitori dipendenti dalla neuroina, l'unica potentissima droga ancora in circolazione. Le premonizioni dei Precog vengono registrate su schermi giganti e ricostruite da una speciale Squadra Precrimine, capitanata da John Anderton (Tom Cruise) e pronta a intervenire con spettacolari arresti preventivi ai danni dei potenziali assassini. In realtà il futuro si può cambiare e le previsioni sono realizzabili solo se comuni ai tre Precog: se anche uno solo differisce si ha un Minority Report (tenuto rigorosamente nascosto agli agenti del Dipartimento), un `Rapporto di minoranza' che rende impossibile attuare l'arresto preventivo. Gli incriminati sono poi chiusi, in uno stato di perenne ipnosi, in apposite capsule di vetro in una sorta di carcere preventivo, un'ipertecnologica versione dell'Infermo dantesco. Sembra tutto perfetto e funzionante, ma all'improvviso è lo stesso Anderton a venire individuato come futuro assassino e per lui, già alle prese con una dipendenza da neuroina, un figlio scomparso in tenera età e un divorzio affrettato, inizia una fuga apparentemente senza fine: in realtà verrà a scoprire tutta l'orribile verità che si nasconde dietro all'istituzione del Dipartimento Precrimine e l'inquietante ruolo del suo capo, Lamar Burgess (Colin Farrell), personaggio di uno squallore morale senza precedenti. Dopo il flop di Intelligenza artificiale, dunque Steven Spielberg ritenta l'avventura nella fantascienza con un tema tratto da un racconto di Philip Dick, autore ormai abbondantemente saccheggiato dagli sceneggiatori hollywoodiani. Il risultato è uno spettacolare thriller dai toni noir, ambientato in un mondo sovraccarico di tecnologia (rilevatori oculari, giornali che cambiano i titoli all'istante, auto a levitazione magnetica e altro ancora), ma per molti versi uguale al nostro, con persone che vestono abiti casual tutt'altro che fantascientifici e vivono in enormi palazzoni suburbani o eleganti villette a schiera vittoriane. Innovazioni a parte, sembra un futuro di assoluta normalità, ma non è così: in realtà è la fine della libertà individuale e nessuno può permettersi di essere anonimo, tanto che persino le insegne pubblicitarie ti riconoscono e ti chiamano per nome, addirittura chiedendoti se ti sono piaciuti gli acquisti precedenti. Forse è questo l'unico aspetto veramente inquietante di un futuro sempre meno remoto. Un'ultima cosa: Bulgari, Nokia, Lexus, Guinness e Gap. Vi dice niente questa serie di nomi? Guardatevi il film e capirete...

Minority report di Steven Spielberg
con Tom Cruise, Colin Farrell, Samantha Morton
Usa, 2002. Durata: 130 minuti.

[massimo zanetta]
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