LUMIERE
film del 2002

Solaris

Il regista del film vincitore dell'Oscar Traffic, di Ocean's Eleven e prima di Erin Brockovich e Out of sight, torna con un film che non è per tutti, un film lento, cerebrale, ambiguo e differente dalle sue creazioni precedenti, e che conferma la sua fama di "camaleonte" del cinema. Non è un remake del Solaris di Andrei Tarkovsky del 1972, sebbene ne ricatturi i temi filosofici e l'atmosfera lenta. Il Solaris di Soderbergh è forse più freddo e vuole appositamente lasciarci con tante domande irrisolte. Accadono tante cose, ma in fondo non accade nulla di tangibile e alla fine ci lascia a pensare ai più profondi e irrisolti problemi della vita e al mistero della morte. C'è una bella storia d'amore, forse immortale, mescolata alla fantascienza, alla filosofia e alla religione. Kelvin (George Clooney) è uno psichiatra che viene convinto a tornare sulla base spaziale Solaris da uno strano messaggio di Gibarian (Ulrich Tukur), un suo vecchio amico. Sulla base stanno accadendo cose strane e preoccupanti. Suicidi e sparizioni. Ma nessuno di quelli rimasti dello staff vuole andare via, anche se hanno tutti molta paura. Quando il dottor Kelvin arriva alla base trova solo due superstiti, il sinistro Snow (Jeremy Davis) e la scienziata Gordon (Viola Davis). Nessuno dice a Kelvin cosa sta succedendo perché «finché non succede anche a te, non c'è motivo di discuterne». E succederà molto presto. Rheya (Natasha McElhone) era la moglie di Kelvin, morta anche lei suicidandosi qualche anno prima. Come può essere tornata e trovarsi sulla base? Solaris darà a entrambi un'altra possibilità, ma a quale prezzo? Il film ha una bellissima fotografia, un look futuristico, dark ed elegante, che ricorda Blade Runner nello stile. Senza dubbio Solaris finisce in maniera intrigante e coinvolgente ed è uno di quei film che stimolano alla conversazione all'uscita dalla sala. E per le fans di Clooney una curiosità poco spirituale, ma molto terrena: il primo nudo di terga di George sullo schermo!

Solaris di Steven Soderbergh
con George Clooney, Natasha MacElhone, Jeremy Davies
Usa, 2002. Durata: 95 minuti.

[isabella weiss _ 4.2003]
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