
Come il suo personaggio, anche il film
Hulk ha una personalità divisa: due terzi provengono
dal regista Ang Lee (
La tigre e il dragone,
Ragione e sentimento,
Cavalcando con il diavolo,
Tempesta di ghiaccio,
Il banchetto di nozze) e un terzo solamente dal fumetto anni Sessanta creato
da Stan Lee. Stan ha ispirato frammenti di linguaggio fumettistico, i salti da grillo dell'
incredibil-mente
(per la sua mole) agile
Hulk, i pantaloni che si spezzano mentre lo scienziato Bruce Banner (Eric Bana)
si trasforma nel mostro verde, cinque metri di aggressività e rabbia. Ang invece ha messo tutta la sua sensibilità
e originalità nel resto del film, che è una esplorazione delle memorie represse di Bruce, un viaggio psicologico
nella natura autodistruttiva della rabbia. Il regista ha trasformato una semplice storia di mutazione, vecchia di
quarantuno anni, in una storia di ricerca introspettiva e della relazione tra i peccati commessi dai genitori e
le pene sofferte per questi peccati dai figli innocenti. Ang Lee ha accontentato i produttori della Universal
Pictures con effetti speciali fantastici (merito del bravo Dennis Muren) mostrandoci
Hulk che corre per
le strade di San Francisco, che salta e fa cadere elicotteri abbattendoli con le mani. Ma si vede che il suo
cuore non è in questi frammenti di film. Quello su cui vuole farci riflettere è il confronto fra Bruce Banner
e suo padre, il vendicativo David Banner (Nick Nolte). I veri mostri del film, infatti, siedono dietro tavoli
di laboratorio oppure dietro scrivanie militari. La storia è stata costruita abilmente dagli sceneggiatori
Turman, France e dal collaboratore di Lee in molti suoi film, James Schamus. Bruce Banner è stato dato in
affidamento fin da piccolo a un'altra madre ma non ha molti ricordi dei suoi veri genitori. Solo qualche
immagine lontana e un viso sorridente di una donna bruna. Bruce non sa che suo padre, uno scienziato genetico,
aveva provato a modificare il suo stesso Dna con un esperimento e così aveva passato al figlio appena concepito
i suoi geni alterati prima di scomparire per trent'anni. Bruce, ormai più che trentenne, lavora con la sua
ex fidanzata Betty (Jennifer Connelly) in un laboratorio dove si fanno esperimenti con pericolose radiazioni.
Durante uno di questi esperimenti Bruce riceve una grande quantità di raggi gamma, che avrebbero ucciso chiunque
altro, ma non lui. Anzi, questa esposizione ai raggi rivelerà il suo vero essere e libererà la bestia che è in lui.
Quello che non ci uccide ci rende più forti, come disse Nietzsche. Ora Bruce ha tre potenti nemici: il padre, il quale
si ripresenterà nella sua vita, ormai folle e senza alcun sentimento umano, e che vuole usare il figlio come vendetta
contro il generale Ross (Sam Elliot), che lo aveva costretto a sparire dalla circolazione per trent'anni;
lo stesso generale Ross, che si scoprirà poi essere il padre di Betty, il quale tenterà di ucciderlo; e l'ex
fidanzato di Betty, Talbot (Josh Lucas), che vuole clonare la forza bruta di Hulk e sfruttarla in campo militare.
Nolte è bravissimo nel ruolo del folle padre, prima solo vagamente minaccioso, poi del tutto devastante nella sua
ricerca di potere assoluto e nel suo criminale egocentrismo. Il carattere di Betty, la fidanzata di Hulk, prende
più spessore con l'avanzare del film e con il suo addentrarsi nella mente e nella profonda sofferenza dell'uomo Bruce.
Bana, noto nella nativa Australia come attore comico, fatica molto prima di convincerci. All'inizio sembra insipido e
senza personalità, ma poi appena la rabbia di
Hulk emerge ed esplode, emerge anche il talento di Bana che sembra
sentirsi a suo agio nella parte e diventare più vitale. Chi si aspetta solo azione potrà trovare il film lento, chi
preferisce i film di introspezione forse non amerà le parti fumettistiche e rocambolesche, ma a nostro parere Ang
Lee ha compiuto un difficile ed encomiabile mix fra azione e cervello, fra quello che è in superficie e quello che
è nascosto dentro ognuno di noi, stesso mix che troviamo anche nel suo precedente film
La Tigre e il Dragone.
Hulk di Ang Lee
con Eric Bana, Jennifer Connelly, Sam Elliott, Nick Nolte
Usa, 2003. Durata: 128 minuti.
[isabella weiss _ 10.2003]