
Parigi, primavera 1968, Matthew (Michael Pitt), giovanotto californiano dall'aria un po'
inebetita e una passione smodata per il cinema, entra in contatto con Isabelle (Eva Green)
e Theo (Louis Garrel), giovane coppia di fratellini francesi, animati dalle stesse passioni
e dagli stessi sogni di Matthew, nonché di molti giovani dell'epoca, ma indissolubilmente
legati da una morbosità ambigua e inquietante. Rimasti soli a casa per un mese, Isabelle e
Theo invitano l'amico, appena conosciuto, a trasferirsi da loro e danno inizio a un controverso
rapporto a tre, in cui dare sfogare alternativamente le loro competenze cinematografiche, le
loro pulsioni sessuali o la semplice voglia di divertirsi, come quando, ispirandosi a un noto
film francese, percorrono il Louvre di corsa in soli nove minuti e mezzo. Il sesso diviene però
ben presto l'elemento preponderante, anche se Matthew rimane inizialmente sconcertato dalle
abitudini dei due fratelli, che dormono abbracciati nudi e che sembrano trarre piacere
dall'infliggersi reciprocamente punizioni sessuali per il semplice fatto di aver sbagliato
un quiz cinematografico: Theo è costretto a masturbarsi davanti a una foto della Dietrich
e sotto gli occhi degli altri due, ma si vendica costringendo Isabelle a fare l'amore con
Matthew sul pavimento della cucina, mentre lui fa cuocere un paio di uova. Resasi conto che
i genitori hanno però scoperto la tresca, Isabelle tenta il suicidio con il gas, ma un sasso
sfonda la finestra e apre loro improvvisamente sulla realtà della contestazione giovanile:
è il Maggio Francese e i tre si uniscono al corteo, ma sarà pure l'ultimo atto insieme e
la loro definitiva separazione. Atteso soprattutto per le scene più "calde" (che in realtà
risultano più che altro stucchevoli) e per lo sfondo storico in cui si svolge, in realtà
il film colpisce nel segno quando mette in mostra i problemi e i paradossi di una generazione
che sogna la pace e lancia le molotov e che si crede capace di dominare il mondo autonomamente,
ma non riesce a sopravvivere senza gli assegni dei genitori. Tecnicamente perfetto, specie nei
giochi di immagini creati dal frequente uso di specchi,
The Dreamers presenta un rapporto
claustrofobico ma non privo di ironia, in cui abbiamo ragazzi abilissimi nell'inventare giochi
erotici e quiz musical-cinematografici e altrettanto inabili a lavarsi anche solo una pentola
(basti pensare al totale disordine in cui viene lasciata la cucina per un mese). Forse chi pensava
all'ennesima mitizzazione del Sessantotto farebbe meglio a (ri)guardarsi bene questo film.
The Dreamers.I sognatori di Bernardo Bertolucci
con Michael Pitt, Eva Green, Louis Garrel
Italia/Francia/Gran Bretagna, 2003. Durata: 130 minuti.
[massimo zanetta _ 10.2003]