LUMIERE
film del 2003

La mia vita a stelle e strisce

La mia vita a stelle e strisce La mia vita a stelle e strisce è l'ultima creatura di Massimo Ceccherini, l'attore comico toscano lanciato dai film di Leonardo Pieraccioni (I laureati, Il ciclone, Fuochi d'artificio, Il principe e il pirata) che torna alla regia dopo Lucignolo e Faccia di Picasso. Lando (Ceccherini) è un tranquillo e simpatico contadinotto con il suo casale in campagna, dove vive con l'anziano padre in sedia a rotelle (Novello Novelli) e riceve saltuariamente le visite di una contadina locale molto focosa con la quale amoreggia allegramente nel fienile. La sua vita sta però per essere sconvolta e rivoluzionata dai parenti americani, ritrovati dopo trenta lunghi anni tramite la trasmissione televisiva Carramba. Come dei fulmini a ciel sereno invadono il quieto casale toscano: la zia Giuly (Manuela Magherini), un pachiderma che si nutre con cento salsicce al giorno, sei litri di latte e mangia senza sosta come un leone affamato; suo marito Jack (Cyrus Elias), un ex colonnello dei Marines che parla ininterrottamente della guerra del Vietnam e si sveglia all'alba per fare sport; e infine la bellissima cugina di Lando, Wendy (Victoria Silvstedt). Appena installati a casa di Lando gli "americani" montano antenne paraboliche per vedere il baseball e la Cnn, mettono un water che possa accogliere le generose forme della Zia Giuly, comprano il microonde, una caffettiera americana enorme e un frigo abbastanza capiente da contenere l'esagerata quantità di cibo che la zia inghiotte senza ritegno (quello di Lando, dice la zia con orrore, non le basta neanche per la colazione!). Si organizzano dunque per una permanenza più confortevole e all'apparenza infinita, mentre Lando diventa sempre più isterico. Ceccherini punta ironicamente il dito contro gli americani, prendendoli in giro e sottolineando i loro difetti, il loro mangiare e bere in continuazione, il loro svegliarsi all'alba e la loro arroganza. Il regista sembra dirci che in fondo non abbiamo nulla da copiare da loro e che, anzi, dovremmo essere fieri di come siamo e non tentare mai di assomigliare a questo popolo senza classe né un briciolo di modestia. Alla fine però Lando verrà ammaliato dalla bella cugina Wendy e finirà per sposarla e adottare anche il figlio di lei e di un musicista americano (David Corbett), il piccolo e antipatico Nicolas (James Holly). Dopo essersi inutilmente ribellato e aver cercato di contrastare le manie e le paranoie dei suoi parenti, Lando per amore cede a poco a poco al "virus" americano e anche il suo casale diventerà a stelle-e-strisce, i suoi capelli biondi e i suoi vestiti all "made in Usa". Ma il nostro contadino, seppur completamente colonizzato, conserverà un briciolo di amor patrio continuando ogni tanto a fare l'amore con la bella contadina toscana e ascoltando nell'intimità del suo camioncino la canzone Italia di Mino Reitano, mandata a tutto volume. Facile dire che il film di Ceccherini non sia un capolavoro, che manchi di vera comicità (le uniche risate, infatti, si fanno alla vista delle disgustose abbuffate della zia Giuly o delle sue sedute al bagno, che raggiungono l'apice dell'ilarità con lo scoppio del water, ormai saturo e incapace a ricevere altri scarti organici). È comunque apprezzabile che il regista e attore toscano abbia voluto fare della satira anti-americana in maniera in fondo poco volgare e che voglia quasi inneggiare al recupero di una italianeità spesso dimenticata o schiavizzata dall'esterofilia. Un altro punto a favore del film è che le parolacce sono ridotte al minimo e non c'è nudità, avvenimento raro in qualsiasi film comico italiano e che non ci si aspettava con la Silvstedt come co-protagonista. Sarebbe stato facile attirare un certo tipo di pubblico mostrando la bionda Wendy come mamma (con l'aiuto di un bravo chirurgo plastico) l'ha fatta. La conturbante modella-attrice svedese viene invece mostrata sempre vestita o al massimo mentre indossa un decentissimo bikini, anche lui a stelle-e-strisce, riuscendo comunque a stupire gli spettatori con il suo corpo scolpito e le sue lunghe gambe. La mia vita a stelle e strisce rimane comunque tra color che stan sospesi e non si riesce bene a capire se sia un film comico, una commedia brillante o dolce-amara. Certamente chi apprezza da sempre l'attore toscano non rimarrà del tutto deluso. Curiosità: le musiche del film sono state personalmente scelte da Massimo Ceccherini, che ammette di amarle tutte moltissimo: A little less conversation, remake della canzone di Elvis, Long Tall Sally di Little Richard, At last di Etta James, May be the last time di James Brown. Una delle sue favorite è comunque la già citata canzone Italia, di Mino Reitano che, a detta del regista, meriterebbe di diventare il nostro inno nazionale!

La mia vita a stelle e strisce di Massimo Ceccherini
con Massimo Ceccherini, Victoria Silvestedt, Novello Novelli, Manuela Magherini
Italia, 2003. Durata: minuti.

[isabella weiss _ 11.2003]
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