
La locandina recita: Tratto da una storia vera. Noi ci incuriosiamo, andiamo a vedere questa "storia vera"
e rimaniamo sconvolti. Un
serial killer così orribile non l'avevamo mai neanche immaginato. Infatti
l'orrenda vicenda dell'assassino armato di sega dovrebbe essere realmente accaduta in Texas nel 1973.
Ma stranamente in quello stesso anno iniziavano le riprese del primo
Non aprite quella porta
(
The Texas Chainsaw Massacre) del regista Tobe Hooper, uscito poi nel 1974. In più, da diverse fonti,
apprendiamo che il
serial killer texano, che avrebbe ucciso e scuoiato trentatrè donne, indossandone
poi la pelle del viso (per questo viene soprannominato Leatherface, faccia di pelle) non è altro che una leggenda
metropolitana che va avanti da trenta lunghi anni. Ma non mettetevi l'animo in pace tirando un sospiro
di sollievo. Un efferato scuoiatore esiste veramente nella storia criminale degli Stati Uniti e Tobe Hooper,
per fare il film del 1973, ha pensato a lui: Ed Gein, le cui macabre azioni avrebbero ispirato tante altre
pellicole del terrore come
Psycho e
Il silenzio degli innocenti. Gein, infatti, era un moderno
cannibale che negli anni Cinquanta terrorizzava il Wisconsin uccidendo le sue vittime (almeno quindici, fra
cui sua madre) e indossandone la pelle. Fu dichiarato malato di mente e morì in un ospedale psichiatrico nel
1984. Il primo
Non aprite quella porta non era un capolavoro in sé: mancavano grandi effetti speciali,
la fotografia era amatoriale, tutto a causa del basso
budget del film. Però faceva del suo meglio per
catturare l'attenzione, come ha fatto più recentemente il fenomeno
The Blair Witch Project, girato con
pochi dollari ma di grande successo, e finì così per rimanere una pietra miliare nella storia dei film
horror.
Questo nuovo
remake, il quinto della serie, è decisamente meglio dei precedenti, non fosse altro che per la
gradevolezza delle immagini dovute a un regista, Marcus Nispel, specializzato in video musicali e pubblicità.
La storia parla di cinque ragazzi molto diversi fra loro: Erin (la
sexy Jessica Biel, che attualmente
sta girando la terza parte di
Blade accanto a Wesley Snipes), Morgan (Johathan Tucker, apparso ne
Le
vergini suicide di Sophia Coppola), Pepper (Erica Leerhsen, protagonista di
Blair Witch 2 e
Anything
Else), Andy (Mike Vogel) e Kemper (Eric Balfour, attore nelle serie tv
Nypd Blue e
West Wing).
Mentre gli allegri giovani sono in viaggio su un camioncino (siamo di nuovo nel 1974, lo stereo manda la celebre
canzone
Sweet Home Alabama), insieme a un pupazzo pieno di droga e con tanta voglia di divertirsi,
all'improvviso si imbattono in una ragazza bionda e insanguinata che corre zoppicando per l'autostrada, in preda
a uno strano delirio. La fanno salire con loro e per tutto ringraziamento la ragazza si spara un colpo in bocca
facendosi esplodere il cervello nel sedile posteriore del pullmino. Prima di compiere l'insano gesto le sue
parole erano state molto poco rassicuranti: «Morirete tutti!». Così i ragazzi, in preda al panico, non trovano
di meglio da fare che fermarsi e chiamare lo sceriffo locale, non sapendo a cosa stanno andando incontro. Infatti
l'orrido Leatherface (Andrew Bryniarski) inizia a fiutare carne fresca e nuova pelle che possa ricoprire il suo
viso deturpato. Da qui inizieranno una serie di avventure così sanguinose da togliere l'appetito, con conseguenti
continui colpi di scena, prevedibili per i veterani del terrore, forse un po' meno per gli altri. Tantissimi film
dell'orrore pagano il loro tributo al primo
Non aprite quella porta, come
Nightmare,
Scream,
fino a
Venerdì 13, dove il protagonista indossa una maschera perché orrendamente deturpato, ma questo
remake, sebbene godibile dal punto di vista estetico, è inevitabilmente una delusione per chi ama veramente
il genere. A onor del vero, ci si aspetta che certi
sequel siano volutamente ironici, con un taglio più
divertito che terrificante, mentre altri film, più seri nel loro intento di incutere paura, come il recente
The Ring,
sono privi di sagaci battute e di un aspetto da film "per
teenager", evidente in saghe che hanno il chiaro
intento di fare più
business che arte.
Non aprite quella porta è da vedere solo se siete di quelli
che non si perderebbero nessun film del terrore, senza andare troppo per il sottile, o se, al contrario, essendo
digiuni di orrore ma con uno stomaco forte (anche se il film in questione è molto meno violento di
Kill Bill),
volete passare un'ora e mezzo in moderata tensione. Da notare poi il nome del mattatoio dove Leatherface
(la leggenda narra che l'assassino texano fosse un ex scuoiatore di animali) rincorre e tenta di uccidere una
vittima: Blair Meat, dove
Meat sta per Carne... forse un ironico riferimento a Blair Witch? La battuta più simpatica:
«Sono tutti morti. O mio Dio, sono troppo fatto per una cosa così!».
Non aprite quella porta. The Texas Chainsaw massacre di Marcus Nispel
con Jessica Biel, Johathan Tucker, Erica Leerhsen
Usa, 2003. Durata: 100 minuti.
[isabella weiss _ 12.2003]