
Per
Spy Kids 3D. Game Over l'affermazione di Orson Welles - che una volta chiamò Hollywood
«il più gran treno giocattolo che un bambino possa mai avere», calza a pennello - infatti il film
è un fantastico
luna-park in tridimensionale, intriso di sogni da adolescente misti a fantasie
da supereroe e realizzato con una tecnologia digitale sfruttata al suo massimo livello creativo. Robert
Rodriguez è senza dubbio il miglior regista per ragazzi che ci sia al giorno d'oggi e la combinazione dei
buffi occhialetti per vedere in tre dimensioni, risalenti addirittura agli anni Cinquanta, con un uso
modernissimo del computer si è dimostrata vincente. La storia vede il giovane Juni (Daryl Sabara),
che ha ormai lasciato la squadra degli agenti speciali Oss, [vedere gli episodi precedenti
Spy Kids 1
e
2,
ndr], condurre una vita solitaria come agente investigativo privato, con una sorta di
alienato cinismo che può avere solo un adolescente cresciuto a
videogames e vecchi film. Ma ben presto,
suo malgrado, dovrà tornare in azione per salvare la sorella Carmen (Alexa Vega), che è stata intrappolata
in un
videogame creato dal misterioso giocattolaio (un inedito Sylvester Stallone che per questa
interpretazione si divide addirittura in tre), con il malefico fine di conquistare la mente di ogni ragazzo
che entra nel suo mondo. Mentre il celebre George Lucas spende centinaia di milioni per rendere la fantasia
realtà, Rodriguez, con un
budget molto più limitato (Rodriguez in questo film si è anche occupato
di fotografia, scenografia e musica oltre a comparire fra i produttori esecutivi), riesce a esplorare le
infinite possibilità offerte da mondi irreali e dalle loro immagini deliranti con le quali ci intrattiene
e ci coinvolge, offrendoci sempre uno spettacolo originale e divertente. Juni entra nel pericoloso
videogame
e incontra un gruppo di ragazzi, all'inizio ostili ma che alla fine lo vedranno come una sorta di messia,
che li guiderà alla fine del gioco e quindi al ricco premio offerto al vincitore. Insieme a Juni c'è anche
un suo parente, il simpatico nonno Cortez (Ricardo Montalban) che nella vita reale è su una sedia a rotelle
ma nel mondo virtuale diventa una sorta di supereroe, grosso, alto e potente, con una bellissima corazza e
gambe agili e scattanti. Tutti in verità sono più belli e più forti nel
videogame e tra corse folli
su improbabili macchine velocissime, scontri tra robot grandi come piramidi, onde di lava incandescente e
piccoli mostri dentati, il coraggioso gruppetto giungerà finalmente all'ultimo stadio del gioco, dove li
attende il famigerato giocattolaio. Nel secondo tempo qualche spettatore potrebbe accusare un po' di stanchezza
agli occhi e, a dir la verità, insieme alla vista, anche la trama si fa più stanca, ma, mentre di solito è noioso
guardare qualcun altro che gioca,
Spy Kids 3 è un
videogame spassoso, non fosse altro che per
la curiosità di indossare gli occhialetti di carta e avere così l'impressione che durante esplosioni o battaglie
le schegge o gli oggetti arrivino dritti in faccia. Una curiosità: gli attori hanno dovuto girare quasi tutte
le scene di fronte a uno schermo verde, tutto il materiale di scena, infatti, è stato realizzato al computer.
Strappa una sonora risata il cameo di George Clooney, che interpreta il presidente degli Stati Uniti: si nota
subito come lo stesso attore si sia divertito un mondo a girare il film. Il
cast comprende molti bravi attori
e attrici tra cui anche il sempre affascinante (anche se in questo episodio appare solo nel finale) Antonio Banderas,
Carla Gugino (
Spy Kids 1 e
2, prossimamente interprete di
The singing detective), Selma Hayek
(presto in
Ultraviolet di Altman), Steve Buscemi (
Spy Kids 2 e reso famoso dalla serie tv
Sopranos),
Alan Cumming e Bill Paxton.
Spy Kids 3D. Game over di Robert Rodriguez
con Antonio Banderas, Carla Gugino, Sylvester Stallone, Alexa Vega, Daryl Sabara
Usa, 2003. Durata: 85 minuti.
[isabella weiss _ 12.2003]