LUMIERE
film del 2003

Confessioni di una mente pericolosa

Confessioni di una mente pericolosa Fin dalle prime scene, dove l'attore Sam Rockwell mostra le sue magre terga e tutta la sua dissoluzione e paranoia, capiamo che il debutto alla regia di George Clooney, che ritaglia anche una piccola parte per sé, è qualcosa di assolutamente originale e intrigante. La storia è quella dell'autore televisivo Chuck Barris, colui che negli anni Sessanta inventò due fra i programmi più famosi (e criticati) della televisione americana (poi copiati in tutto il mondo): Il gioco delle coppie (Dating Game) e La Corrida (The Gong Show). In una autobiografia non autorizzata, uscita nel 1984, il vero Barris parla della sua vita di autore ma anche del suo sconvolgente segreto: nel tempo libero era un killer a pagamento per la Cia, inviato in Messico, Berlino est e ovunque ci fosse bisogno di eliminare personaggi pericolosi. Che questo sia vero o meno, chi può dirlo? Sta di fatto che Clooney, insieme al bravissimo sceneggiatore Charlie Kaufman (che ha scritto il fantastico Essere John Malkovich) ha ripreso l'autobiografia di Barris, l'ha ammantata di un'atmosfera elegante, dark e allo stesso tempo ironica, scegliendo con cura gli attori. Da Rockwell, che apparentemente poco incisivo e "slavato" riesce invece a recitare a diversi livelli, mostrando di poter sopportare bene il ruolo di protagonista dopo vari ruoli di secondo piano, alla sempre dolcissima Drew Barrymore, che interpreta la sfortunata fidanzata di Barris, per passare alla sexy Julia Roberts, un'agente della Cia protagonista di un "colpo di scena" molto coinvolgente. Barris appare una persona destabilizzata e destabilizzante, in bilico fra genialità e follia, scelto dalla Cia come agente per il suo profilo: figlio di un serial killer e cresciuto in una famiglia a dir poco "particolare". Uccidere lo fa sentire vivo, ne ha bisogno come di una droga, anche per uscire dalla vita dello spettacolo, che lo rende sì un "mito" e accresce il suo conto in banca, ma allo stesso tempo lo svilisce, essendo chiaro che sebbene i suoi programmi siano innovativi e seguiti da milioni di persone non sono certo un esempio di buona televisione, ma solo show di serie B. Si nota l'influenza dei fratelli Coen e di Soderbergh, che hanno spesso diretto Clooney, nella fantasiosa costruzione della storia, a volte confusionaria, ma brillante. Peccato solo per la performance dello stesso Clooney nei panni di un agente della Cia, un po' grigia e sottotono, almeno rispetto agli altri attori, fra cui un Rutger Hauer sempre intenso e dagli occhi di ghiaccio. Curiosità: mentre Barris è in ufficio negli studi televisivi, l'occhio della telecamera si sofferma su un'esilarante gag tratta dal vero show Sposati da poco, altra invenzione di Barris, che è diventata ormai una sorta di "barzelletta" culto negli Stati Uniti, dove una giovane coppia di origini indiane o pakistane racconta il posto più "strano" dove hanno fatto l'amore (ma non si può dire di più).

Confessioni di una mente pericolosa di George Clooney
con Sam Rockwell, Julia Roberts, Drew Barrymore, George Clooney
Usa, 2003. Durata: 117 minuti.

[isabella weiss _ 5.2003]
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