
Dopo aver visto il primo
Jeepers Creepers, del 2001, è naturale recarsi alla visione di
Jeepers Creepers 2
pieni di entusiasmo, almeno se si è un
fan del genere
horror. ll regista, Victor Salva, aveva infatti offerto
nella versione originale un taglio alla Hitchcock, con meravigliosi effetti speciali e tensione che si tagliava con il coltello.
In questo blando
sequel manca invece tutto quello che rendeva "spaventosamente" unico
Jeepers Creepers: la fantastica
trovata della canzone americana anni Trenta, chiamata appunto
Jeepers Creepers, che si insinuava subdola e terrificante prima
che si manifestasse il mostro, conferendo al film un'atmosfera da brivido. Ricordava un episodio di
X Files (incentrato su
una famiglia di esseri umani deformi che si accoppiavano fra loro e uccidevano i curiosi) che terminava mostrandoci gli umanoidi
salire su una vecchia berlina anni Cinquanta e ascoltare una musichetta allegra di quei tempi. La canzone
Jeepers Creepers, poi,
attraverso le parole mette ancora più paura dato il "vizio" della creatura protagonista del film di usare gli organi delle sue vittime
per rigenerarsi: "Jeepers Creepers, dove hai preso quegli occhi? Jeepers Creepers dove hai preso quel sorriso?". Nel primo
Canto del diavolo si scopriva a poco a poco la macabra storia del mostro alato che ogni ventitrè anni doveva uscire allo
scoperto per rubare milze, intestini, fegati, occhi, polmoni e tutto il resto alle sue vittime, in modo da durare per altri ventitrè
anni con degli organi perfettamente funzionanti. La storia era intrisa di mistero, dal come questo mostro scegliesse le sue vittime,
accanendosi contro alcune e lasciando invece vive altre, a come fosse realmente "fatta" la creatura malvagia, dato che si vedeva poco
e appariva per intero solo nel secondo tempo. L' inquientante caverna dove la creatura malvagia aveva lasciato i corpi devastati,
le mummie aperte e poi ricucite, tutto questo nel
sequel non c'è più, non c'è più nessun tipo di
suspense, quello che
ogni buon film del terrore dovrebbe riuscire a creare. Per questo
Canto del diavolo 2, il regista Salva si affida di più allo
splatter invece che alla tensione psicologica. Il film inizia mostrandoci subito la creatura, a metà fra un pipistrello e un
uomo, che rapisce un bambino in un campo di grano, celandosi sotto le spoglie di uno spaventapasseri, come si vede nella locandina.
Ma i primi fotogrammi ingannano perché il peggio arriverà in seguito, quando la storia si incentrerà su una squadra di basket e le sue
cheerleaders (le ragazze pon-pon), bloccata dal mostro mentre viaggia a bordo di un pulmino sulla famigerata East 9 Highway,
nella contea di Poho. Invece di provare tensione per la sorte di questi baldi giovani, si spera quasi che vengano mangiati tutti e
anche nel più breve tempo possibile. Non c'è ansia né
pathos, a parte qualche brevissimo attimo fuggente di virtuosismo
horror.
I ragazzi sono baldanzosi e carini ma sembrano tutti uguali, stupidi stereotipi. Nel primo
Jeepers Creepers la caratterizzazione
e la personalità dei protagonisti (un fratello e una sorella) catturano lo spettatore, anche perché non si saprà fino all'ultimo chi
dei due è stato già scelto dal mostro per diventare parte di lui. Addirittura rimangono fissati nella memoria gli occhi del ragazzo
protagonista, occhi che verranno rubati dalla "bestia", tanto sono interessanti e profondi. In questo secondo episodio invece non
c'è alcuna nota interessante, a parte l'interpretazione di Ray Wise (reso famoso dalla serie
Twin Peaks di David Lynch dove
interpretava Leland Palmer) nei panni di Jack Taggert, il padre al quale il mostro uccide il figlio più piccolo e che
riuscirà, ma solo temporaneamente, a sconfiggere il pipistrello con un arpione di sua costruzione (il Post Puncher 500). Il
sequel
suscita ilarità, anche quando i primi piani sono sulla creatura mostruosa, ricostruita perfettamente sul corpo del povero attore
Jonathan Breck, che per la seconda volta viene torturato per ore in sala trucco. Ilarità spesso presente nei film horror per
adolescenti, sottolineata anche dal primo piano di un
bumper sticker (gli adesivi che si incollano sui paraurti) sulla macchina
di una vittima che recita: "Non sono un perfetto idiota, mancano delle parti", con riferimento agli organi che il mostro affamato
ruba per "ringiovanirsi". Certo, chi guarda per la prima volta questo film, non sarà ispirato a affittare in dvd o casetta il
primo
Jeepers Creepers, che invece è da vedere per tutti gli appassionati di
horror. Questa seconda puntata, prodotta
senza ispirazione e per motivi puramente commerciali, avvalendosi anche di Francis Ford Coppola come produttore esecutivo, si può invece
perdere senza rimpianti. Gli unici elementi positivi sono le inquadrature e la fotografia, essendo una pellicola visualmente molto
interessante e accattivante, dai colori alle immagini. È curioso notare come la conducente del pulmino di sportivi sia molto
somigliante a Kathy Bates. Forse un riferimento ai ruoli
noir spesso interpretati dalla brava attrice? Il primo
Jeepers Creeper,
del 2001, ha fatturato, solo negli Stati Uniti, ben 37,9 milioni di dollari, un risultato davvero ottimo per un film
horror.
Le riprese di
Jeepers Creepers 2 sono state brevi, 47 giorni e si è girato a Los Angeles e dintorni: Ventura, Westlake e
Long Beach.
Jeepers Creepers. Il canto del diavolo 2 di Victor Salva
con Jonathan Breck, Ray Wise
Usa, 2003. Durata: 166 minuti.
[isabella weiss _ 1.2004]