
L'attore Ben Affleck, ex di Jennifer Lopez, ormai si è dato ai pesi, assomigliando più a Big Jim che al geniale
ingegnere protagonista del
thriller di fantascienza
Paycheck. Ma la pellicola non ne risente troppo,
anche se Affleck sembra voler sostituire Swarzenegger, ormai datosi alla politica, nei cuori dei suoi fan. Il bravo
regista di Hong Kong, John Woo, che aveva sfondato a Hollywood con film di azione quali
Mission Impossible II
e
Face Off, è rimasto colpito da un originale racconto di Philip K. Dick, chiamato appunto
Paycheck, scritto
nel lontano 1953. Michael Jennings (Ben Affleck) è un mago dei computer e della tecnologia in generale, che, dopo alcuni
lavoretti ben remunerati e portati a compimento insieme al suo "cancella-memoria" di fiducia Shorty (Paul Giamatti),
si imbarca in un ambiziosissimo progetto con il suo amico Jimmy Rethrick (l'intenso Aaron Eckhart, visto in
Erin
Brockovich), proprietario della Allcome corporation. Solitamente Michael, dopo aver lavorato per mesi rinchiuso in
un
bunker, si fa cancellare la memoria per contratto, così i suoi committenti possono dormire sonni tranquilli
sapendo che le sue invenzioni resteranno segrete. Ma questa volta il progetto durerà per tre lunghi anni e solo la
promessa di un compenso di circa 90 milioni di dollari potrà convincere Michael a farsi bruciare via dal cervello ben
tre anni della sua esistenza. Il film inizia lentamente per poi esplodere nel
suspense più serrato quando Michael
esce dalla "prigione" dorata del suo nuovo incarico, torna a casa e scopre che avrebbe rinunciato ai soldi del contratto
per spedire a sé stesso una busta imbottita con dentro oggetti comuni e di nessun valore. Cosa significa tutto questo?
Cosa è successo durante questi tre anni? Perché avrebbe dovuto compiere un gesto simile? Chi lo ha ingannato? Durante
il progetto Michael lavorava accanto a una bella biologa, Rachel (Uma Thurman, vista di recente in
Kill Bill) e
già dall'inizio si vedeva che fra i due sarebbe scoccata la fatale scintilla dell'amore. Forse solo lei sa cosa gli è
successo. Michael non ha memoria, non sa cosa gli stia capitando ma ben presto si accorge che sia l'Fbi sia i suoi ex
amici alla Allcom vogliono farlo fuori. Il cattivo Wolf (Colm Feore, visto in
Chicago e
Al vertice della tensione,
sempre con Ben Affleck) lo tormenta ovunque, costringendolo a rocambolesche fughe, durante le quali Michael si accorge che
quegli strani oggetti senza valore trovati nella busta hanno una proprietà speciale: riescono sempre a salvargli la vita.
La storia è intricata e tocca temi filosofici quali la possibilità di cambiare il proprio destino, cosa che sembra possibile
solo mediante l'amore e la speranza. Rachel sarà il punto nevralgico della vita di Michal, e colei che, durante un fatidico
appuntamento al Cafè Michel, lo salverà dal suo freddo cinismo e dalla sua vita senza ricordi né amici. A volte si crede
che sarebbe comodo conoscere cosa ci aspetta, magari quando dovremo morire e come, ma sarebbe poi meglio? In fondo, come
dice Rachel nel film, "siamo la somma delle nostre esperienze" e "le cose migliori della vita sono gli errori", "priva la
gente del mistero e la priverai della speranza". Parole sante. Se il futuro fosse alla portata di tutti potrebbero succedere
vere catastrofi. Uma Thurman è solare ma anche combattiva e Woo la utilizza "alla Tarantino": agilità, colpi ben assestati
ai nemici, calci e pugni in difesa del suo uomo e di se stessa. Si rimane intrappolati nella trama del film, una vicenda
ai confini della realtà piena di colpi di scena. Giusta la scelta del regista di girare in Canada, in posti sperduti e
irriconoscibili, anche se molte scene sono state catturate a Seattle, città molto fotogenica e misteriosa. Rimarranno
memorabili le scene dell'inseguimento tra moto e macchine (compreso poi un elicottero dell'Fbi) per le strade di campagna
e poi in uno stabilimento-deposito, dove l'abilità di Michael, oltre che nell'ingegneria meccanica si misurerà nel totale
controllo della sua potente moto Bmw. Tra perfidi sicari e agenti Fbi poco illuminati, l'unico che si distingue tra gli
ultimi è l'agente Dodge (l'attore Joe Morton, che iniziò la sua carriera parecchi anni fa in
Terminator 2 nei panni
di uno scienziato che finisce male).
Paycheck è un film che può lasciare perplessi ma non indifferenti. Ci si augura
anche che Ben Affleck possa risollevarsi dalla infelice posizione in cui lo hanno lasciato le sue ultime sfortunate
interpretazioni, soprattutto il criticatissimo
Amore Estremo o
Gigli, clamoroso
flop internazionale.
La Thurman si conferma una grande interprete, il suo sguardo è magnetico e sexy nonostante una pettinatura quasi sempre
infelice, tra riccioli crespi e inguardabili mollettine rosa. Tra le molte curiosità del film segnaliamo che il racconto
Paycheck è inserito in un libro che colleziona otto racconti di Philip K. Dick:
I labirinti della memoria e altri
racconti (Fanucci Editore, 256 pagine, 12,50 euro). Una cosa incredibile è che la metropolitana che si vede nel film
è stata interamente riprodotta in studio... in sole tre settimane! Si sono infatti costruiti ben 76 metri di tunnel e binari.
L'impeccabile stile di Ben Affleck (la costumista Erica Edell Phillips avrà penato per far cadere bene le giacche su tali
possenti spalle e braccia) è ispirato a quello di Cary Grant in
Intrigo Internazionale di Hitchcock. Come Grant anche
Affleck indossa sempre un completo grigio, classico ed elegante.
Paycheck di John Woo
con Ben Affleck, Uma Thurman
Usa, 2003. Durata: 140 minuti.
[isabella weiss _ 2.2004]