Hidalgo: un
Camel Thropy su cavalli fino all'ultimo respiro, una gara per la sopravvivenza dai contorni leggendari,
un moderno Indiana Jones senza troppa ironia. Viggo Mortensen è veramente una delle più grandi star del momento, oppure è solo un
bravo attore che ogni tanto azzecca una parte? Riuscirà a liberarsi del mantello del Signore degli anelli per indossare ogni tipo
di ruolo da protagonista, oppure rimarrà sempre, come nei vent'anni di gavetta, una spalla? In fondo ha recitato in maniera eclettica
in più di trenta film prima di indossare l'armatura del Signore degli anelli:
Ritratto di Signora,
Lupo Solitario,
The Indian Runner,
Allarme Rosso,
Delitto Perfetto,
Psycho nella versione
remake di Gus Van
Sant, solo per citarne alcuni.
Hidalgo sembra convincerci che Mortensen ce la può fare, è capace di sostenere il peso di
un film sulle sue spalle senza troppi problemi, come non ha saputo fare invece il più gettonato Ben Affleck, la cui poca
espressività è ormai un dato di fatto inconfutabile. La pellicola doveva uscire l'anno scorso, ma è stata tenuta a debita
distanza dal rilascio dell'
Ultimo Samurai, essendo una storia per certi versi simile a quella portata sugli schermi da Tom
Cruise. In
Hidalgo Mortensen incarna un
cowboy senza macchia e senza paura, Frank T. Hopkins, un personaggio realmente
esistito, le cui gesta sono state tramandate sia dagli indiani Lakota, sia dai colonizzatori. Fisicamente somigliante a Mortensen,
Hopkins era un grande allevatore di cavalli, li amava, li sapeva trattare come persone di famiglia e per questo si era guadagnato la
stima degli indiani, che lo rispettavano come facevano con pochi bianchi. Nel film, Hopkins lavora per la Cavalleria statunitense
ma rimane così disgustato dal massacro di migliaia di indiani nella battaglia di Wounded Knee tanto da diventare un ubriacone che per
sbarcare il lunario partecipa agli
show per turisti ispirati al "selvaggio west". La sua salvezza non sarà nel Giappone dei
samurai ma nel deserto chiamato "il vuoto quarto d'Arabia", dove Hopkins parteciperà a una crudele gara sponsorizzata da un
eccentrico e ricchissimo sceicco, interpretato da Omar Sharif.
Hidalgo è il bellissimo cavallo di Hopkins, con cui ha già vinto
molte maratone, ma non è solo un animale, bensì parte del suo corpo, della sua anima, e nessuna vittoria sarebbe possibile
senza di lui, perché l'uomo non sarebbe lo stesso senza il suo cavallo e viceversa. Una donna inglese (Louise Lombard),
ispirata alla figura di Gertrude Bell, una famosa avventuriera amica e consigliera di Lawrence d'Arabia, sarà capace di rubargli
il cuore, ma la storia d'amore è solo una cornice per l'avventura e l'azione. In verità il film mette troppa carne al fuoco
e a tratti sembra voler accontentare un po' tutti, ma le sequenze nel deserto sono spettacolari, le immagini splendide e sia
il cavallo sia Omar Sharif sono irresistibili. Forse quello che non è riuscito a
Seabiscuit è riuscito qui: mostrare come
ci possa essere simbiosi fra uomo e animale e come insieme possano compiere gesta eroiche e irripetibili. Dopo anni passati
a interpretare ruoli che non gli rendevano onore, Sharif, dopo il bel
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, torna a incantarci,
con il suo sguardo profondo e misterioso, proprio come il deserto stesso. Un film da vedere per tutti: per sognare e per vivere
la storia di un uomo sicuramente fuori dall'ordinario, anche se la gara è solo una leggenda. Come dice lo stesso Mortensen riportando
una frase di John Ford: se una storia è ben raccontata, che importa se sia vera o no? Le curiosità del film: la
figura di Frank T. Hopkins ha ispirato anche il film
L'uomo che sussurrava ai cavalli, essendo stato uno dei primi fautori della
dolcezza e del rispetto per questi animali; in più il bel Mortensen, già ottimo cavaliere fin da bambino, è stato scelto come
protagonista anche per le sue capacità ippiche e per aver già cavalcato nel
Signore degli Anelli. Nonostante questo ha dovuto prendere
delle lezioni dal grande allevatore di cavalli Rex Peterson, che gli ha suggerito anche come si doveva muovere e atteggiarsi per
sembrare un vero
cowboy. L'attore ha poi acquistato il cavallo del film, che in realtà si chiama T.J., e lo ha aggiunto alla
sua scuderia privata che vanta anche i due cavalli che cavalcava ne
Il Signore degli Anelli. Onore anche agli sforzi, crediamo
non indifferenti, di Mark Forbs, che ha avuto il delicato compito di occuparsi degli animali che partecipano al film, fra i quali
conigli, capre, cammelli, avvoltoi, falconi, bufali, cani, asini e anche leopardi, sotto lo sguardo critico di un rappresentante della
American Humane Association, l'associazione americana per la protezione degli animali.
Hidalgo. Oceano di fuoco di Joe Johnston
con Viggo Mortenesen, Omar Sharif, Zuleihka Robinson
Usa, 2003. Durata: 135 minuti.
[isabella weiss _ 4.2004]