LUMIERE
film della stagione 2004

Hidalgo. Oceano di fuoco

Hidalgo. Oceano di fuoco Hidalgo: un Camel Thropy su cavalli fino all'ultimo respiro, una gara per la sopravvivenza dai contorni leggendari, un moderno Indiana Jones senza troppa ironia. Viggo Mortensen è veramente una delle più grandi star del momento, oppure è solo un bravo attore che ogni tanto azzecca una parte? Riuscirà a liberarsi del mantello del Signore degli anelli per indossare ogni tipo di ruolo da protagonista, oppure rimarrà sempre, come nei vent'anni di gavetta, una spalla? In fondo ha recitato in maniera eclettica in più di trenta film prima di indossare l'armatura del Signore degli anelli: Ritratto di Signora, Lupo Solitario, The Indian Runner, Allarme Rosso, Delitto Perfetto, Psycho nella versione remake di Gus Van Sant, solo per citarne alcuni. Hidalgo sembra convincerci che Mortensen ce la può fare, è capace di sostenere il peso di un film sulle sue spalle senza troppi problemi, come non ha saputo fare invece il più gettonato Ben Affleck, la cui poca espressività è ormai un dato di fatto inconfutabile. La pellicola doveva uscire l'anno scorso, ma è stata tenuta a debita distanza dal rilascio dell'Ultimo Samurai, essendo una storia per certi versi simile a quella portata sugli schermi da Tom Cruise. In Hidalgo Mortensen incarna un cowboy senza macchia e senza paura, Frank T. Hopkins, un personaggio realmente esistito, le cui gesta sono state tramandate sia dagli indiani Lakota, sia dai colonizzatori. Fisicamente somigliante a Mortensen, Hopkins era un grande allevatore di cavalli, li amava, li sapeva trattare come persone di famiglia e per questo si era guadagnato la stima degli indiani, che lo rispettavano come facevano con pochi bianchi. Nel film, Hopkins lavora per la Cavalleria statunitense ma rimane così disgustato dal massacro di migliaia di indiani nella battaglia di Wounded Knee tanto da diventare un ubriacone che per sbarcare il lunario partecipa agli show per turisti ispirati al "selvaggio west". La sua salvezza non sarà nel Giappone dei samurai ma nel deserto chiamato "il vuoto quarto d'Arabia", dove Hopkins parteciperà a una crudele gara sponsorizzata da un eccentrico e ricchissimo sceicco, interpretato da Omar Sharif. Hidalgo è il bellissimo cavallo di Hopkins, con cui ha già vinto molte maratone, ma non è solo un animale, bensì parte del suo corpo, della sua anima, e nessuna vittoria sarebbe possibile senza di lui, perché l'uomo non sarebbe lo stesso senza il suo cavallo e viceversa. Una donna inglese (Louise Lombard), ispirata alla figura di Gertrude Bell, una famosa avventuriera amica e consigliera di Lawrence d'Arabia, sarà capace di rubargli il cuore, ma la storia d'amore è solo una cornice per l'avventura e l'azione. In verità il film mette troppa carne al fuoco e a tratti sembra voler accontentare un po' tutti, ma le sequenze nel deserto sono spettacolari, le immagini splendide e sia il cavallo sia Omar Sharif sono irresistibili. Forse quello che non è riuscito a Seabiscuit è riuscito qui: mostrare come ci possa essere simbiosi fra uomo e animale e come insieme possano compiere gesta eroiche e irripetibili. Dopo anni passati a interpretare ruoli che non gli rendevano onore, Sharif, dopo il bel Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano, torna a incantarci, con il suo sguardo profondo e misterioso, proprio come il deserto stesso. Un film da vedere per tutti: per sognare e per vivere la storia di un uomo sicuramente fuori dall'ordinario, anche se la gara è solo una leggenda. Come dice lo stesso Mortensen riportando una frase di John Ford: se una storia è ben raccontata, che importa se sia vera o no? Le curiosità del film: la figura di Frank T. Hopkins ha ispirato anche il film L'uomo che sussurrava ai cavalli, essendo stato uno dei primi fautori della dolcezza e del rispetto per questi animali; in più il bel Mortensen, già ottimo cavaliere fin da bambino, è stato scelto come protagonista anche per le sue capacità ippiche e per aver già cavalcato nel Signore degli Anelli. Nonostante questo ha dovuto prendere delle lezioni dal grande allevatore di cavalli Rex Peterson, che gli ha suggerito anche come si doveva muovere e atteggiarsi per sembrare un vero cowboy. L'attore ha poi acquistato il cavallo del film, che in realtà si chiama T.J., e lo ha aggiunto alla sua scuderia privata che vanta anche i due cavalli che cavalcava ne Il Signore degli Anelli. Onore anche agli sforzi, crediamo non indifferenti, di Mark Forbs, che ha avuto il delicato compito di occuparsi degli animali che partecipano al film, fra i quali conigli, capre, cammelli, avvoltoi, falconi, bufali, cani, asini e anche leopardi, sotto lo sguardo critico di un rappresentante della American Humane Association, l'associazione americana per la protezione degli animali.

Hidalgo. Oceano di fuoco di Joe Johnston
con Viggo Mortenesen, Omar Sharif, Zuleihka Robinson
Usa, 2003. Durata: 135 minuti.

[isabella weiss _ 4.2004]
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