
Il regista tedesco Fritz Lang negli anni Venti fece due film molto lunghi, la storia criminale del
Doctor Mabuse e
l'epica avventura dei
Nibelunghi. I due film da quattro ore ognuno vennero rilasciati in due trance da due ore, per
fare più soldi, ma anche per non appesantire lo spettatore. Ma entrambi i film, come anche il
Kill Bill di Tarantino,
dovrebbero essere visti in un sol fiato, anzi, in quattro ore e mezzo di maratona cinematografica, senza pause né interruzioni,
per immergersi completamente nella saga più "western-kung fu-americana" che mai sia esistita. Certamente ci si potrebbe lamentare
della lunghezza del film, ma come si può tagliare una tale opera? Uma Thurman ricorda le dive anni Venti e Trenta, e infatti è così
che Tarantino ce la vuole rappresentare, una diva che, nonostante le reali proporzioni da "giraffa", sullo schermo ha una tale
intensità da lasciarci senza fiato, come aveva già fatto in
Pulp Fiction. Alla fine di
Kill Bill vol. 1 la Thurman,
altresì detta Black Mamba, una spietata assassina per contratto, ha ucciso solo due persone della lista di cinque traditori su
cui vuole vendicarsi. Rimangono Elle Driver (Daryl Hannah), Budd (Michael Madsen, la cui prima apparizione risale alle
Iene,
sempre di Tarantino) e Bill (il mitico David Carradine, apparso anche nella serie tv
Kung fu famosa negli anni Settanta
e Ottanta). Il volume 2 di
Kill Bill è una sorpresa. È stato definito come "un film di relazioni" più che di "azione pura"
come il volume 1, un film dove si spiegano tutti i misteri della prima parte, dove si evolve una storia del tutto crudele, eccitante
e originale. Qui si celebra l'arte marziale cinese, mentre nel volume 1 si celebrava l'arte giapponese del samurai. Nel volume 2
Tarantino inneggia al grande Sergio Leone, usando le colonne sonore di Morricone per gran parte del film e filmando come se si
trovasse sul set di uno "spaghetti western". Il volume 2 ha più storia, più dialogo, c'è più
suspance e grandissime
interpretazioni di ogni attore presente, anche della sottovalutata Daryl Hannah, che nel ruolo della supercattiva e gelosa Elle,
ci convince a tal punto da farci pensare che sia più portata a ruoli maledetti che a fare la "sirena a Manhattan". Bill, alias
Carradine, non è altro che un "pappone". Lui forgia le donne portate alla violenza e alla cattiveria e gode nel farle diventare
sadiche e feroci. L'illuminazione avviene nel discorso della piccola figlia "ritrovata" di Bill e Beatrix (Uma Thurman) che uccide
il suo amato pesciolino senza avere neanche il sospetto di aver fatto qualcosa di brutto e di crudele. Non ci sono personaggi buoni
nei film di Tarantino, non si sono persone da salvare, sono tutti una parodia del "male". Pur avendo dei tratti di umanità, sono
portati all'autodistruzione, sebbene mantenengano un minimo di normalità nella quale ci si può riconoscere. Ma sono tutti dei
"superuomini e superdonne", sono dei personaggi assolutamente fuori dagli schemi, una sorta di esseri per i quali proviamo
soggezione ma allo stesso tempo ammirazione, quasi invidia. Non vogliamo svelare i misteri dietro ai quali si cela la storia di
Beatrix Kiddo, alias Uma Thurman, alias Black Mamba, né dei rapporti malati fra lei e il famigerato Bill. Il film è per tutti
quelli che amano Tarantino e i film originali e fuori dal comune. Dal film di Tarantino impariamo che un serpente Black Mamba
può uccidere in pochi minuti, pochissimi se colpisce al viso, un pò di più se morde la gamba o un piede. Da
Kill Bill impariamo
anche che il Penthotal fa cadere in uno stato di paralisi e ricordiamo il famoso racconto di Edgar Allan Poe sul sepolto vivo,
condizione che Uma dovrà affrontare nel film. Per le scene di arti marziali Tarantino si è affidato a un grande maestro, Gordon Liu
Jia-hui. Liu ci racconta anche che per essere bravi nell'arte dell'Hong Fist Kung Fu, bisogna essere piccoli, bassini, come Bruce
Lee, Jackie Chan e Jet Li. Ma se si è alti come Uma Thurman il discorso è più duro, più impossibile. Nonostante le difficoltà,
Uma ha tenuto duro e ha rifatto le scene tantissime volte, fino ad arrivare a uno
standard qualitativo buono se non ottimo.
Un'altra curiosità abbastanza stravagante arriva dal set cinese di
Kill Bill: Tarantino ha scelto di girare le scene
ambientate in Oriente con una
troupe originaria del luogo e così ha imparato che per fare degli effetti speciali credibili
non sempre ci vogliono grandi
budget. Infatti il grande Chang Chen, attore prediletto dai registi di
kung fu, ha
inventato un metodo geniale per simulare grandi perdite di sangue che di solito richiedono l'uso di cavi e tubi... cosa c'è di
meglio che un grande preservativo? Un solo preservativo spremuto dalle mani dell'attore che doveva morire ed era risolto il problema!
Un effetto eccezionale e pochi problemi di "dollari".
Kill Bill vol. 2 di Quentin Tarantino
con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen
Usa, 2003. Durata: 136 minuti.
[isabella weiss _ 5.2004]