
I mariti meritano il meglio. Questo film è per voi che avete tentato inutilmente di togliere dalle cosce la cellulite
seguendo prima la Weight Watchers e poi la "zona", a voi che non riuscite mai a smacchiare bene una camicia e a ottenere
"il bianco più bianco", neanche con la candeggina. A voi che non avete una casa ordinata né fiori freschi nei vasi, ma
siete perennemente di corsa, non sapete cucinare e magari uscite di casa anche in tuta. Come fare dunque a diventare delle
"donne perfette" agli occhi dei maschi? Sexy, cretine e sempre sorridenti? Ve lo svelerà la bella Nicole, l'attrice più
pagata e più richiesta del momento, anche più di Julia Roberts. In verità, più che un "mistero" il film è una commedia al
100% e durante tutta la pellicola si fanno tantissime risate, il dialogo è scoppiettante e le battute sarcastiche si
susseguono con ritmo incalzante, per merito del bravissimo sceneggiatore e scrittore di novelle Paul Rudnick, che,
insieme al regista Frank Oz, aveva firmato
In & Out, la divertente commedia con Kevin Kline. Le
gag sono
il burro sul pane per questo film, che, per altri versi, non approfondisce argomenti ben più scottanti, che si ritrovano
nel film del 1975
La fabbrica delle mogli, del quale questo
La donna perfetta (titolo originale:
The Stepford
Wives) è un
remake.
La fabbrica delle mogli era sì un
thiller, ma soprattutto una risposta al
femminismo degli anni Settanta, questo rifacimento, invece, vuole sottolineare gli aspetti marci della nostra società e
la crisi sempre più forte che colpisce gli uomini, spodestati dal loro ruolo di "maschio dominante" e ridotti magari a
guadagnare meno della propria moglie, a cucinare da soli e a dover andare a fare la spesa perché la consorte è più impegnata
e più in gamba di loro. Questo succede alla coppia Kidman-Broderick, Joanna e Walter nel film: Joanna conduce un
talk-show
famosissimo ed è al vertice di un canale televisivo, mentre Walter, seppure abbia un buon lavoro, rimane in ombra accanto alla
bella e intraprendente moglie in carriera. Quando Joanna entra in crisi e viene spodestata dai vertici del
network televisivo,
Walter pensa a un radicale cambiamento di vita: niente più grattacieli di New York, stress e cemento, ma una deliziosa cittadina
del Connecticut chiamata Stepford [non esiste un paese chiamato Stepford in Connecticut, ma l'autrice del romanzo dal quale
era stato tratto il film
La fabbrica delle mogli, Ira Levin, avrebbe tratto ispirazione dalle cittadine della contea
di Fairfield, comunità con immense ville dai prati curati,
ndr], dove ricominciare una nuova vita. A Stepford tutto sembra
magico e ognuno è felice... come è possibile tanta perfezione? Le case sono esageratamente grandi e le mogli del paese esageratamente
"casalinghe", ma non delle casalinghe trasandate e brutte, anzi! Sono eleganti, belle, magre e bionde, come se fossero uscite da una
rivista femminile anni Cinquanta. Curano la casa, sono ossessionate dalla pulizia, trattano i mariti come imperatori e come se
fossero dei maschioni affascinanti e sensualissimi, mentre la maggior parte di loro sono dei "
nerd" senza arte né parte.
La gentile "madrina" di Stepford è la sempre sorridente Glenn Close, sposata a Christopher Walken, una coppia "perfetta" e
che sembra reggersi in maniera inequivocabile sulla posizione dominante di lui e sulla totale abnegazione di lei. Le
letture preferite dalle femmine del paesino sono alcuni libri illustrati su come organizzare un Natale perfetto e su
come fare le decorazioni, nelle loro riunioni parlano di pulizie casalinghe e addirittura il corso di ginnastica del
circolo femminile è basato sui "movimenti domestici": per modellare i fianchi si mima il movimento della lavatrice, per
potenziare - ma non troppo - le braccia quello dell'aspirapolvere! Curiosità: lo stile promosso dalle donne di Stepford
[ma come fanno - vi chiederete - a piacere agli uomini dei tipi così, che sembrano sceme, con vitini di vespa e vestiti
colorati? Semplice: perché sono delle efficientissime macchine da pulizia e sesso, stanno sempre zitte, o meglio, dicono
sempre di sì,
ndr] è quello di Ralph Lauren e Martha Stewart (famosa arredatrice e proprietaria di una linea per la casa
venduta in ogni grande magazzino degli Stati Uniti, ultimamente coinvolta in uno scandalo economico): i colori dei vestiti
sono pastello, con una predominanza di rosa, i capelli biondi e mossi, i toni delle case sono sul pesca, verde acqua, giallo.
E intanto i "ragazzi" che fanno? Hanno anche loro un bellissimo club, tutto in mogano, dove possono giocare a carte, parlare
da veri maschiacci, ubriacarsi, come nella migliore tradizione studentesca delle "
fraternities", i clan del
college
dove succede di tutto e di più. Joanna è allucinata da questa irrealtà e dall'ovattato mondo dell'inquietante cittadina e
trova solamente in Bobbie (una fantastica Bette Milder) e nell'architetto
gay Roger (Roger Bart) due alleati e due
persone come lei, stranieri in un mondo di marziani. Il mistero di Stepford si svelerà durante il corso del film e il finale
lascerà lo spettatore stupito, ma non troppo, e quasi intristito. Nicole Kidman sembra intrappolata in questo ruolo costruitole
ad arte dal regista, non riesce a esprimersi al meglio, mentre Glenn Close è sempre una grande attrice e il suo sorriso più
che quello di una perfetta mogliettina sembra quello di Crudelia Demon nella
Carica dei 101. Un sicuro intrattenimento
fatto di risate e battute da ricordare, anche se il significato poteva arricchirsi maggiormente, pur trattandosi di una commedia.
La donna perfetta di Frank Oz
con Nicole Kidman, Matthew Broderick, Christopher Walken, Faith Hill, Bette Midler
Usa, 2004. Durata: 93 minuti.
[isabella weiss _ 8.2004]