
Jack Black - la risposta della Generazione X allo straordinario John Belushi - è un attore comico, un bravo
musicista (la sua band si chiama Tenacious D) e un clown nato. Se gli dite che assomiglia moltissimo a Belushi,
Black fa una faccia strana: ammette di somigliargli fisicamente, ma ha paura del confronto e non vuole che si
pensi a lui come "al nuovo comico giovane e grasso". Viene da commedie come
High Fidelity,
Amore a prima
svista e
Assatanata. Unirlo a Rick Linklater, regista di produzioni indipendenti anni Novanta (
Slacker,
La vita è un sogno,
Prima dell'alba e
The Newton Boys), nonché allo sceneggiatore Mike White (autore
di
Chuck & Buck e delle fortunate serie tv
Dawson's Creek e
Pasadena) è stata un'idea illuminante che
ha messo nelle mani della Paramount Pictures un gioiellino dal valore commerciale inaspettato. In
School of Rock si
mischiano elementi di pura ironia e originalità a un
cliché "buonista" che ci fa immaginare già la fine della storia
e lo svolgimento degli avvenimenti. Nonostante questo, la bravura di Black, il suo amore per la musica, l'eccezionale cast
di ragazzi-prodigio e il dialogo sempre brillante, rendono il film incredibilmente "nuovo". Jack Black è qui Dewey Finn,
presuntuoso cantante di una rock
band, i No Vacancy. Gli altri sono tutti alti e magri mentre Dewey è basso e
ciocciotello e quando si getta sul pubblico per farsi trascinare dalla folla come succede alle grandi
rock star,
i pochi fan si fanno da parte e lo lasciano cadere sul pavimento come un sacco di patate. Dopo questo deprimente avvenimento
la
band decide di mollare Dewey e sostituirlo con un cantante palestrato e bellissimo, perché ormai l'immagine è tutto,
anche nel rock. Dewey non ha più un dollaro, ma non molla; continua a credere nel suo talento e intanto vive a scrocco nel
salotto di Ned, un amico insegnante (interpretato dallo stesso sceneggiatore Mike White). Prima di essere cacciato via dalla
fidanzata di Ned, però, riesce a sostituirsi all'amico per un incarico di supplenza, intercettando una chiamata dal collegio
più prestigioso e costoso di New York. Dewey si presenta sul nuovo posto di lavoro con uno scassatissimo furgoncino dal quale
esala una nube tossica. Inutile dire che si scontrerà subito con l'arcigna preside Mullins (una bravissima Joan Cusak) e con
i suoi geniali giovani allievi. Piano piano però, riuscirà a guadagnarsi la stima di tutti, e allora nascerà una delle migliori
rock
band, assolutamente fuori dall'ordinario. I ragazzi sono stati tutti scelti fra giovanissimi talenti della musica
e spiccano fra loro Joey Gaydos, il chitarrista solista, che a 10 anni ha già un suo gruppo, Kevin Clark, il batterista che ha
iniziato a suonare a tre anni, Miranda Cossgrove, nel film la
manager del gruppo, che già recita in tv da tempo e fa pubblicità
per Coca Cola e Mac Donald's. L'ottimo
feeling fra questi giovanissimi e Jack Black si coglie immediatamente e l'incantesimo
non si spezza fino alla fine. I ragazzi capiscono che questo strano insegnante non è solo un pagliaccio, ma un uomo appassionato e
pieno di ideali: le sue parole scoppiano come bombe contro Mtv e la musica commerciale, che ha fatto del look la cosa più importante.
Dewey fa scoprir loro il vecchio rock anni Sessanta e Settanta, dove non contavano le apparenze, ma i significati. Il falso maestro
è anche un buon allievo: riesce a ispirare passione e curiosità, insegnando qualcosa che non si apprende dai libri e allo stesso
tempo impara a sua volta qualcosa dai ragazzi che sembrano più maturi e assennati di lui. Molto interessante naturalmente la colonna
sonora: ci sono tutti brani che piacciono di più a Jack Black, autori come i Clash, Doors, Ac/Dc, The Who, Metallica, Led Zeppelin
e canzoni composte per il film dallo stesso Jack Black insieme a Mike White.
School of Rock di Richard Linklater
con Jack Black, Joan Cusack, Sarah Silverman, Mike White, Joey Gaydes
Usa, 2003. Durata: 108 minuti.
[isabella weiss _ 3.2004]