
Dopo questo film potreste anche non credere più a Babbo Natale, ma crederete in Billy Bob Thornton,
un attore fantastico, che con uno sguardo, seppure lucido per l'alcol, esprime tutto e ancora di più.
Babbo Bastardo, in inglese
Bad Santa, era uscito l'anno scorso a Natale negli Stati Uniti e ovviamente
è stato un gran successo, perché completamente dissacratorio e molto poco
politically correct verso tutte
le "categorie protette" dalla società americana: neri, nani, bambini. Un film di Natale per soli adulti,
una vendetta contro i benpensanti e anche una sorta di cinica pernacchia verso tutti i film buonisti e lacrimosi,
anche se, nonostante tutte le parolacce e il sarcasmo, anche questo "cattivo Babbo Natale" mostrerà un po' di
sentimento. La prima immagine del film già dice tutto, ed è stata forse ispirata ai fratelli Coen (che sono sia
sceneggiatori sia produttori del film) e al regista Terry Zwigoff, dalla scena di Jack Lemmon in
The apartment, degli
anni Sessanta, quando improvvisamente si trova davanti un Babbo Natale completamente ubriaco. Questo è il Babbo
Natale interpretato da Billy Bob Thornton: un ubriacone e fumatore incallito, che farebbe sesso ovunque e con
chiunque, uno che non ha avuto nulla dalla vita tranne qualche sganassone dal padre e il dono di sapere scassinare
casseforti. Willie lavora solo trenta giorni all'anno, travestito da Babbo Natale, nei grandi magazzini, dove
accoglie con parole volgari e sempre ubriaco i poveri bimbi che vengono a chiedere i doni nello spazio appositamente
adibito. Lo scopo è infatti solo quello di scassinare il grande magazzino, una volta capito come accedere
alla cassaforte. La spalla di Willie è Marcus, un "piccolo uomo", come vengono definiti "correttamente" i nani in America,
che si traveste da elfo e aiuta Willie nella sua rappresentazione, cercando anche di salvarlo da sicuri licenziamenti.
Il suo costume ha le orecchie bianche, infatti chi fabbrica le maschere non ha probabilmente messo in conto che un
elfo possa essere anche nero, ma proprio questo aggiunge un ulteriore tocco di cinismo al film. Marcus sembra più
buono di Willie, fa anche tenerezza, un piccolo ladro che ha un suo codice d'onore, anche se sua moglie, una sorta
di Crudelia Demon orientale, pretende che durante il furto Marcus le rubi anche alcuni capi particolari da lei scelti
preventivamente, come le mitiche scarpe di Manolo Blahnik, minimo 600 euro al paio. Indimenticabile John Ritter,
nella parte del direttore del grande magazzino, un Ritter ormai ingrassato, mentre lo ricordiamo giovane negli anni
Settanta quando divideva un
Appartamento per tre: questo è stato il suo ultimo film e il regista infatti glielo
dedica nei titoli di coda. Ritter tenta di avvertire il capo della sicurezza (che sembra uscito da
Pulp Fiction,
ma mangia continuamente arance e beve lassativo) circa la stranezza del nuovo Babbo Natale, ma Willie riesce sempre a
cavarsela e mantenere il posto.
Babbo Bastardo si muove sinuosamente tra battute a volte troppo pesanti e non per
stomaci delicati, ma la volgarità non è del tutto gratuita, se si pensa che è made in Hollywood e parlare così del Natale,
insultare e picchiare bambini e ragazzi, infangare una delle poche cose ancora "pulite" (dimenticando che ormai il Natale è
solo un grande
business) della civiltà occidentale, non è per niente poco. Basti pensare che il regista ha faticato
molto a trovare una casa di produzione disposta a lanciare il film. Willie sfrutterà un bimbo grasso e un po' stupido,
istallandosi a casa sua e portando lì la sua amante spacciandola per "la sorella di Mamma Natale". Per avere un finale
senza strafare con la perfidia, la redenzione arriverà anche per Willie, e, comunque sia, il nostro eroe maledetto avrà
insegnato al piccolo bambino ciccione preso in giro da tutti a diventare sicuro di sé e anche più "figlio di...". Una
commedia
dark, dove Thorton fa il menefreghista come solo lui sa fare, dopo moltissimi film fra cui ricordiamo il
grande
Soldi sporchi e
L'uomo senza volto, sempre dei Coen.
Babbo Bastardo di Terry Zwigoff
con Billy Bob Thornton, Bernie Mac, Lauren Graham, John Ritter, Brett Kelly
Usa, 2003. Durata: 93 minuti.
[isabella weiss _ 12.2004]