LUMIERE
film della stagione 2005
Saw. L'enigmista

Saw. L'enigmista Appena seduti sulla poltrona della sala cinematografica si capisce che il film sarà di quelli che non lasciano respirare e neanche godersi i pop-corn. L'inizio sembra tratto da un racconto di Edgar Allan Poe, dove il protagonista era chiuso in un pozzo buio mentre un pendolo a forma di lama scendeva inesorabilmente e il povero malcapitato doveva cercare di sfuggire a una morte orribile prima che la lama lo raggiungesse. Qui i protagonisti sono due, incatenati in un bagno sporco e abbandonato. Dove si trova questo bagno? Non si sa. Come ci sono capitati? Non lo ricordano. Non si conoscono fra loro (o forse sì?) e all'improvviso, mentre stanno lentamente realizzando l'assurdità della loro condizione di prigionieri, un cadavere cade in mezzo a loro, devastato e con un registratore tra le mani. Non lo possono raggiungere, dato che le catene li costringono all'impotenza, ma riescono, con fatica, ad afferrare il registratore. Ed è proprio questo che devono fare visto che si ritrovano delle cassette in tasca e sono ansiosi di conoscerne il contenuto. Una voce inquietante, quella dell'aguzzino che li ha rinchiusi e legati, invita uno di loro a uccidere il compagno di prigionia entro alcune ore. Altrimenti la sua famiglia sarà eliminata. Piano piano il medico, quello che dovrebbe far fuori l'altro malcapitato, inizia a ricordare qualcosa e attribuisce l'orribile situazione a un famoso killer che da tempo uccideva le sue prede con metodi piuttosto cruenti e macchinari degni del dottor Frankenstain. Le vittime erano tutte persone che avevano in comune una cosa: non rispettavano abbastanza la vita e la sua importanza. Lentamente la trama si infittisce e il mistero sembra chiarirsi, ma lo spettatore sa che non può essere tutto così semplice. Saw, una sega che taglia a pezzi la carne: è la metafora della malattia che a poco a poco consuma chi è al termine dell'agonia. Ma la metafora si svelerà solo alla fine. L'angoscia invece si taglia a fette dall'inizio. Non c'è salvezza e non c'è speranza, il "cattivo" è già condannato, così come tutti gli altri e nessuno ne uscirà bene. Anche svelando la trama, non si potrà mai svelare lo stupore della conclusione, che non lascia delusi. Seppure Saw sia un film molto forte, non scivola in effetti splatter scontati, bensì, come nella traduzione italiana, sembra più un intelligente enigma che si snoda lentamente e stritola i protagonisti. Non c'è un attimo di stanchezza nella trama, anche se ci sono le incongruenze classiche dei film di genere. Ma in ogni caso Saw è un brillante esempio di "incastri" e sorprese. Grandi interpretazioni degli attori, anche se si rimane un po' delusi per la presenza di Danny Glover, un attore che prometteva ben altre cose, che sembrava essere avviato verso una carriera sfolgorante, mentre anche in questo ottimo film non sembra all'altezza del ruolo e appare il "fantasma" del Danny Glover degli anni Ottanta. Curiosità: l'attore Leigh Whammel, che interpreta uno degli "incatenati", è anche lo sceneggiatore del film.
Saw. L'enigmista di James Wan
con Carry Elwes, Danny Glover, Monica Potter, Leigh Whammel
Usa, 2004 _ Durata: 100 minuti

|isabella weiss _ 2.2005|
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