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MADE IN JAPAN mode e modi dal paese del sol levante |
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Nel paese del sol lavante
Chi non ha mai raccontato o sentito raccontare la storiella
della turista inglese che approdando in terra italica viene sopraffatta da infantile stupore al cospetto del primo bidet.
Uno stupore simile è quello che coglie i giapponesi quando si vedono costretti a constatare che in Occidente vasca da bagno, doccia,
lavabo, water e bidet sono riuniti in un solo locale. In Giappone il popolo eletto dei sanitari vive da sempre in una
condizione di irrimediabile diaspora, sparso in ben tre diversi locali, ciascuno con un suo nome e una sua esclusiva identità.
C'è ofuro, ossia il Bagno (la vocale di prefisso, "o", è onorifica), che ospita doccia e vasca. C'è senmenjo, in cui
dimora il lavabo. E c'è toire, ricettacolo del water, spesso situato nell'angolo nordest delle abitazioni, la direzione
infausta. Precisamente nel regno di toire il genio tecnologico del Sol Levante ha saputo mettere a segno uno dei più duraturi
successi commerciali degli ultimi quarant'anni. Da tanto, infatti, in gran parte delle toilette nipponiche water e
bidet convivono in un'unica struttura, un ibrido creato in nome della endemica carenza di spazio che travaglia le abitazioni
giapponesi. Si tratta del cosiddetto woshuretto (leggi washlet), sorta di prodigioso sedile che si installa direttamente
sulla tazza del water. Per enumerarne a fondo le funzioni sarebbe necessario compilare un piccolo trattato, ma vedremo
di tenerci all'essenziale. Possiamo partire dall'asse riscaldato, che un sistema di resistenze interne mantiene a una temperatura
gradevole e costante. A lato del sedile c'è poi il "telecomando" ovvero una piccola consolle a portata di destra che consente
di azionare un erogatore di acqua. Oltre a effettuare le pulizie del caso, il getto d'acqua è a volte in grado di dispensare massaggi
iperspecializzati (cito, tra tanti, quello per le donne in dolce attesa). Potenziometri e pulsanti assortiti controllano variabili
accessorie quali la pressione e la temperatura dell'acqua, la tipologia del getto e, nelle ultime evoluzioni, l'erogazione di aria
calda in sostituzione della (assai più funzionale) carta igienica. Alcuni modelli vantano inoltre un diffusore di deodorante che si
attiva automaticamente a ogni seduta. Le installazioni woshuretto più recenti sono spesso accompagnate da un periferico
display a cristalli liquidi che illustra alcuni dati relativi all'ospite del seggio: peso, altezza, eccetera. L'asse
delle meraviglie può poi essere integrato da espedienti minori, come l'altoparlante che diffonde dolci gorgoglii di ruscello a copertura
delle sempre possibili cacofonie rettali. La manutenzione del sistema è minima: l'erogatore retrattile dell'acqua, per esempio, si
pulisce automaticamente prima e dopo ogni chiamata in servizio. In Giappone quasi metà delle toire è benedetta dalla
presenza di un woshuretto. E nonostante i prezzi elevati, la domanda non accenna a calare, complici le sapienti campagne
pubblicitarie che ne accompagnano l'evoluzione. Tutto ciò che viene proclamato benefico per la salute, per esempio, riscuote
nei giapponesi un successo pressoché immediato: così da qualche tempo produttori e rivenditori hanno preso il vezzo di presentare
il woshuretto come un taumaturgico toccasana contro le emorroidi. Gli utenti nazionali ne sembrano convinti. E il regno di
toire sembra destinato a rimanere per molto tempo ancora terreno di prodigi tecnologici e profitti straordinari.
|da tokyo _ luca vanni _ 4.2002|
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