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Cms, Collision mitigation brake system
In Italia la sicurezza stradale è oggetto d'attenzione da parte dell'opinione pubblica solo da qualche anno e il
varo di misure drastiche per garantirla è cosa recente. Nel paese del Sol Levante, invece, l'offensiva per la sicurezza
stradale è un'ossessione antica quanto l'automobile. L'introduzione della patente a punti, per esempio, si perde nella
notte dei tempi ed è stata a poco a poco perfezionata con corollari di non poco interesse, come quello per cui non ci si
limita a punire i cattivi ma si procede a premiare i buoni (con la cosiddetta patente d'oro, che dà accesso a svariate
agevolazioni). Non da ieri è in funzione una rete elettronica per il controllo della velocità (su di essa ho fornito
ragguagli ai nostri lettori qualche mese fa). E ancora, ai neopatentati e a tutti coloro che devono rinnovare la patente
o rientrarne in possesso dopo un periodo di sospensione vengono mostrate immagini di incidenti rovinosi, con vetture
accartocciate e corteggio di ambulanze, pompieri, polizia: a volte si tratta di veri e propri film, capaci di durare
oltre due ore. Il terreno della sicurezza stradale, tuttavia, non è esclusivo appannaggio dello stato e delle sue leggi.
In Giappone anche l'industria automobilistica coopera con ogni mezzo in questo senso, prodigandosi nella messa a punto
di sistemi sempre più sofisticati sia sul fronte della sicurezza passiva (massima attenuazione delle conseguenze di un
impatto) sia su quello della sicurezza attiva (prevenzione delle collisioni). L'ultimo, sensazionale passo in ordine di
tempo è costituito dal Cms, presentato lo scorso 20 maggio a Tokyo da Honda. Cms che sta per 'Collision Mitigation brake
System', più o meno "sistema di frenaggio per l'attenuazione dello scontro". Si tratta del primo sistema automatico
anti-tamponamento al mondo. Un radar di bordo individua i veicoli che precedono la vettura a meno di cento metri,
entro un arco di 16 gradi. Sensori elettronici rilevano in tempo reale la distanza e le velocità relative dei due veicoli,
inviando i dati a un computer che verifica le possibilità di una collisione. Altri sensori tengono sotto controllo l'angolo
di sterzata e la pressione dei freni. Se la distanza fra le vetture varca la soglia ritenuta a rischio, il computer mette
in funzione un segnale acustico, accompagnato dalla comparsa del messaggio "frenare" nel display del pannello di controllo.
Se la distanza si riduce ulteriormente senza che il conducente reagisca, il Cms dispone automaticamente una lieve frenata.
Contemporaneamente un dispositivo denominato "pretensionatore elettronico" agisce sulla cintura di sicurezza, che si ritrae
due o tre volte per avvertire del pericolo imminente la persona alla guida e sollecitarla a intervenire. Se a questo punto
il conducente preme il pedale dei freni, il sistema interpreta l'operazione come una frenata d'emergenza e attiva una
speciale funzione servofreno volta a ridurre drasticamente la velocità d'impatto. Se, infine, il sistema rileva che la
collisione è inevitabile, il pretensionatore elettronico ritrae la cintura con una forza adeguata a compensare l'urto,
assicurando una tenuta molto superiore a quella garantita dai metodi convenzionali. A questo punto il Cms effettua
automaticamente un'energica frenata. Visto all'opera sia nelle convulse processioni del traffico urbano sia nel flusso del traffico
autostradale, il sistema appare molto persuasivo. Notevolissima la sua efficacia in condizioni di scarsa visibilità. Più limitata,
invece, nei casi di impatto contro un ostacolo fermo. La commercializzazione del Cms è già iniziata. Per ora il sistema è in
dotazione esclusivamente alla nuova versione della della berlina 'Inspire', lanciata sul mercato giapponese alla fine del mese scorso,
e al momento non ne è ancora prevista l'esportazione, anche se Honda ha manifestato l'auspicio di poterne in futuro estendere
l'installazione a tutti i modelli della casa. Intanto anche Toyota si è messa in marcia sulla stessa strada, elaborando
un dispositivo molto vicino al Cms, sebbene meno indipendente dall'azione del guidatore e attualmente limitato a novanta
esemplari di un lussuoso modello per il solo mercato interno. Le premesse per l'apertura di un nuovo, fruttuosissimo
orizzonte, tuttavia, ci sono tutte.
|da tokyo _ luca vanni _ 7.2003|
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