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Buon sangue non mente
Non saranno un popolo sanguigno, ma di sangue se ne intendono eccome. E non solo nei circoli scientifici, come quello dei
ricercatori di Tokyo che hanno appena messo a punto un nuovo tipo di plasma artificiale (consente di effettuare trasfusioni
senza infezioni virali e incompatibilità di gruppo sanguigno, è riproducibile in grandi quantità e può essere conservato per
lunghi periodi). I giapponesi parlano di sangue nelle più disparate circostanze. Nell'Arcipelago è infatti diffusa la
convinzione che il gruppo sanguigno sia un attendibile indicatore della personalità e delle attitudini psicofisiche degli
individui, e ketsu-eki-gata, la "dottrina dei gruppi sanguigni", riscuote molto più credito di ogni veneranda sapienza esoterica.
La teoria ricevette la sua prima formulazione nel 1927, a opera di Takeji Furukawa. Nato in una famiglia di illustri medici
ma diplomato in scienze dell'educazione, Furukawa aveva trovato impiego nell'ufficio amministrativo di una scuola femminile.
Dal suo posto di osservazione maturò l'idea che l'impossibilità di prevedere il profitto scolastico delle allieve a partire dai
risultati dell'esame d'accesso fosse da ascrivere a variabili di ordine caratteriale. La scoperta dei gruppi sanguigni era fatto
recente e clamoroso, e Furukawa pensò bene di attribuire le diverse tipologie di carattere ai diversi gruppi sanguigni. La teoria
restò in auge alcuni anni, quanto bastò per introdurre la prassi di indicare il gruppo sanguigno nelle domande di assunzione alle
aziende, poi scivolò rapidamente nell'oblio. A ripescarla e a rivitalizzarla fu, a partire dagli anni Settanta, il giornalista
Masahiko Nomi, che in un decennio pubblicò sull'argomento oltre una ventina di libri. Con la complicità di giornali e tv è andato
così inculcandosi nella coscienza popolare nipponica lo schema seguente. Gli A-gata, le persone del gruppo A, sono individui calmi,
seri, stabili e leali. Hanno un carattere deciso, ma non esente da cocciute impuntature. Ponderano bene le proprie mosse, ma una
volta passati all'azione si votano alla causa con assoluto puntiglio e dedizione. Vantano un ottimo autocontrollo, ma il loro rigore
nasconde un'intima fragilità e una certa inclinazione al nervosismo. Per la sua tendenza all'omologazione, il tipo A viene a volte
assimilato alla categoria castale dei contadini. I B-gata sono brillanti e curiosi, ma anche dispersivi, inaffidabili ed egocentrici.
Facili all'entusiasmo e nel contempo superficiali, sbolliscono con la stessa rapidità con cui si infervorano. All'apparenza risultano
solari, gentili e pieni di energia, ma in realtà non amano troppo il contatto con il prossimo. Poco convenzionali e poco sensibili
all'opinione altrui, vengono paragonati ai cacciatori. Pacifici e generosi, indipendenti e flessibili, gli O-gata sono individui
aperti alle novità. Sebbene non lascino facilmente trasparire le loro opinioni, uno spiccato senso del gruppo li rende persone che
"incontrano". Possiedono un'innata vocazione alla leadership (la maggior parte dei primi ministri giapponesi sono O-gata), anche
se a volte la loro destrezza finisce per rivelarsi mera apparenza (la maggior parte dei primi ministri giapponesi sono, appunto,
O-gata). La casta cui sono assimilati è quella dei guerrieri. L'AB-gata è il sangue degli animi profondi, sensibili e delicati.
Sempre riguardosi verso i sentimenti altrui, gli AB si muovono con cura e discrezione, ciò che ne fa degli ottimi mediatori.
Con se stessi e con le persone della propria cerchia, tuttavia, sanno essere duri e intransigenti. La loro personalità risulta
perciò segnata da una certa ambivalenza. L'AB-gata corrisponde al tipo dell'umanista melanconico. Secondo alcuni giapponesi,
l'impasto dei vari gruppi sanguigni determinerebbe anche il temperamento dei popoli. Negli Stati Uniti, per esempio, domina
il gruppo O, mentre in Giappone prevale il gruppo A (A 38.1%, O 30.7%, B 21.8%, AB 9.4%). Nel Paese del Sol Levante il gruppo
sanguigno viene sfruttato anche per formulare previsioni e analisi sulla compatibilità interpersonale, nella vita di coppia,
ma anche sul posto di lavoro. Come accennato, dal 1930 l'indicazione del gruppo sanguigno fa parte integrante di ogni domanda
di assunzione e le aziende che tengono in qualche considerazione la tabella di tolleranza ketsu-eki-gata sono tutt'altro che
mosche bianche. Ridotto all'essenziale, tale schema sancisce la compatibilità di ciascun gruppo con se stesso e con il gruppo AB.
Gli AB sono peraltro considerati soggetti da "non preferire", mentre si dice che i più abili manager siano gli esponenti del gruppo A.
Agenzie matrimoniali e aziende a parte, i giapponesi trovano grande diletto a indovinare il gruppo sanguigno di conoscenti
e interlocutori, nonché quello dei personaggi illustri. I principali membri dell'augusta Famiglia Imperiale, per esempio,
appartengono tutti al gruppo A (l'imperatore Hirohito, però, era un AB). Al Capone? O. Adolf Hitler? A. I presidenti coreani?
In genere AB (da "non preferire"). Akira Kurosawa? B. Marilyn Monroe? AB (questa volta, però, da "preferire"). Un passatempo
piacevole e istruttivo. Provateci anche voi! Berlusconi? Prodi? Ciampi? Il papa?
|da tokyo _ luca vanni _ 11.2003|
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