
È una vera psicosi collettiva, alimentata da un bizzarro gioco sinergico tra mass-media e realtà istituzionali. Il paese resta tra
quelli con i tassi di criminalità più bassi al mondo, ma il pessimismo pragmatico che da secoli colora le regioni più profonde e
misteriose dell'animo giapponese riesce a ingigantire ogni indizio di crisi e a trascrivere in chiave cosmologica ogni labile traccia
di decadenza. Così, sebbene nell'Arcipelago il numero dei reati commessi in un anno si mantenga a livelli per noi paradisiaci, la
popolazione nipponica non riesce a distogliere lo sguardo dal lento, ma costante, dilatarsi dei tassi relativi al crimine interno,
sia quello di marca autoctona sia quello d'importazione. Un dato tra tanti: nel 2003 la criminalità minorile ha fatto segnare un balzo
in avanti del 47,2%. E contemplando l'inesorabile, i giapponesi, con il genio creativo che è loro peculiare, mettono a punto mezzi di
difesa sempre più sofisticati (e costosi). Sia sul fronte della deterrenza pubblica sia su quello della prevenzione privata si registra,
per esempio, una proliferazione esponenziale delle telecamere a circuito chiuso, che, in barba alla
privacy dei nostri
superburocratici garanti, hanno fornito prove di efficacia quantomai persuasive. A Tokyo c'è persino chi ha pensato di installare
videocamere di sicurezza nei parchi giochi dei bambini, sotto forma di colonnine d'emergenza collegate alla più vicina stazione di
polizia. E in un paese stregato dall'elettronica, il tema della telecamera non poteva non essere oggetto di qualche variazione
sci-fi [
science-fiction ovvero "fantascienza",
ndr]. Si distingue, tra le altre, l'
Iris Pass, pensato e
realizzato dalla Oki.
Iris Pass è un sistema biometrico che opportunamente programmato riconosce all'istante la configurazione
dell'iride di ogni soggetto i cui occhi siano stati fotografati e archiviati in un apposito
software. Si presenta come un doppio
quadrante, piuttosto misterioso, cui bisogna avvicinare gli occhi per qualche istante (se si indossano occhiali non occorre toglierli).
Uno speciale dispositivo all'infrarosso effettua i rilevamenti necessari e invia i dati a un computer attraverso un comunissimo
collegamento Usb. Se l'iride viene riconosciuta, le serrature collegate all'
Iris Pass si sbloccano e l'accesso del caso viene
aperto. Il riconoscimento richiede un tempo massimo di tre secondi e ha un margine di errore di 1/1.200.000. Per espressa ammissione
della Oki, la necessità di sviluppare il sistema si è fatta sentire in modo più pressante dopo l'11 settembre 2001 e non è forse
un caso che, proprio questo mese, esso si appresti ad affrontare una fase di testaggio presso lo scalo aeroportuale di Francoforte.
Se i circa duecento esemplari di
Iris Pass che sono stati installati in Giappone riguardano per lo più la protezione di
uffici governativi, ditte farmaceutiche, depositi di materiale pericoloso e
caveaux bancari, il privato cittadino nipponico
dispone di altri e più solidi argomenti con cui arginare il fiume in piena delle proprie fobie. Una ditta di Hiroshima, la Renias,
ha esercitato la fantasia su un'eventualità spaventosa ma sempre meno infrequente, quella in cui la soglia della nostra abitazione
venga violata e il malintenzionato riesca a introdursi nel nostro spazio vitale. La
Panic Box è una cabina di 90x90x180
realizzata in una speciale fibra di policarbonato e progettata per resistere a qualsiasi tentativo di intrusione. 153,9 kg di
materiale indeformabile e ultraresistente, con tanto di vetrata panoramica rigorosamente antiproiettile, garantiscono la presenza
di una cittadella fortificata nel salotto di casa o in camera da letto, "la tua nicchia di sicurezza", per dirla con lo slogan
pubblicitario. Perché si possa armonizzare con l'arredamento circostante, la
Panic Box viene proposta in due versioni,
"legno" e "metallo". A richiesta è possibile equipaggiarla con sirena d'allarme, collegamento telefonico alle forze dell'ordine
ed eiettori di gas orticante o
spray soporifero. Gli
spot la mostrano mentre viene presa a mazzate, a sprangate,
a sassate, a calci, eccetera, senza che riporti il minimo graffio. Nonostante il prezzo base, 850mila yen (oltre 6mila euro),
non sia proprio accessibile a tutte le tasche, le presivioni di vendita sono improntate al più roseo ottimismo. Le prime cinquecento
cabine, consegnate ad altrettanti
convinience-store (supermercatini 24-ore), hanno incontrato un'accoglienza entusiastica,
e così la Renias ha annunciato una produzione di 4.500 esemplari per l'anno in corso e di oltre 20mila per il 2005. Dovesse calare
il tasso di criminalità - si ragiona a Hiroshima - incombe sempre fratello terremoto.
|da tokyo _ luca vanni _ 2.2004|