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vip(s) e dintorni: interviste dalla capitale

Alessandro Preziosi e Gabriella Pession, in divisa ma solo per la tv

Alessandro Preziosi Gabriella Pession In autunno su Rai Due inizierà Il Capitano, una serie in seei puntate che vede come protagonisti la nuova star delle fiction Alessandro Preziosi insieme a Gabriella Pession e Giuliano Gemma. Dopo Carabinieri, Polizia ed Esercito, non poteva mancare una fiction sulla Guardia di Finanza. Il set de Il Capitano è itinerante come le numerose avventure che coinvolgono i protagonisti, ma gli uffici sono stati ricostruiti nell'enorme sede del comando generale della Finanza di Roma. Ogni puntata costa un milione e 100mila euro e poteva andare peggio, visto che molte attrezzature sono "prestate" alla produzione dalla Guardia di Finanza stessa e che il regista Vittorio Sindoni può approfittare anche di alcune reali operazioni dei finanzieri per girare qualche scena di azione. Nel comando generale ci si perde fra innumerevoli corridoi e diverse palazzine, piene di sale ampie e molto coreografiche, dove si incontrano sorridenti agenti ed ufficiali, tra cui alcune giovani ragazze in divisa. In una di queste sale si svolge una solenne conferenza stampa, in cui sono presenti, oltre ad alte personalità militari della Finanza, anche il direttore della Rai, Cattaneo, il direttore di Rai Fiction, Saccà, e il generale Di Santo. Gli attori sono tutti in divisa, che, oltre a conferire loro un'aria di ordine e serietà veramente notevole, li fa confondere con i veri ufficiali presenti. La fiction già si annuncia come un grande successo visto che il capitano Giulio Traversari sarà interpretato da Alessandro Preziosi (Elisa di Rivombrosa). Ma chiediamo al regista Sindoni e ai protagonisti la loro versione su Il Capitano.
Sindoni, come è nata l'idea di un'altra fiction sulle forze armate?
«Bè, io sono conosciuto come regista di commedie sentimentali, quindi mi sono stupito quando mi hanno offerto questa opportunità. L'idea di come doveva essere la personalità del giovane Capitano è nata in una notte: ho visto un uomo in crisi, che non sapeva più cosa fare. In verità infatti, i finanzieri sono sempre tentati dalle multinazionali che offrono loro posti molto allettanti, stipendi notevolmente più alti. Credo che sia importante comunque portare alla luce una forza armata così presente nella comunità, che spesso agisce in sordina, ma che è fondamentale per la nostra stessa sicurezza e per combattere la criminalità internazionale».
Quindi il Capitano della sua fiction vuole lasciare la Finanza?
«Sì, la fiction inizia così, ma la morte di un collega farà in modo di far cambiare idea al Capitano, che rimarrà al suo posto con grinta per sgominare i criminali assassini. Nella realtà la Gdf spara poco, si occupa più di intelligence informatica ed è poco esibizionista».
Chi l'ha aiutata nello stendere la sceneggiatura?
«Purgatori, Garbuglia, Razzi, Laura Ippoliti, Basile, Pasquini, Paola Armati, tanti autori hanno contribuito alle storie e a renderle particolarmente interessanti».
Oltre a Roma, quali sono stati i luoghi dove ha girato?
«Diversi, dalla Sicilia alla Svizzera, passando per la Toscana, la Puglia, fino ad arrivare a Varna e a Sofia».
Gabriella Pession, lei invece come è finita nel cast de Il Capitano?
«Non me lo aspettavo, facevo Orgoglio e all'inizio ho avuto molte difficoltà nell'acquistare quell'autorevolezza, quella forza che dovevo avere in quanto agente della Guardia di Finanza. Devo dire che tutti qui alla Finanza mi hanno aiutata moltissimo, come hanno aiutato tutti noi, per la parte operativa, ma anche per la parte comportamentale. Per il resto ho messo del mio e così... finisce che mi innamoro del Capitano, con notevole slancio, sia verso il lavoro sia il sentimento».
E cosa ci racconta Alessandro Preziosi, ormai lanciatissimo nelle fiction, di questa nuova esperienza televisiva?
«Mi sono trovato a mio agio nei panni di un Capitano di Finanza. Sono laureato in giurisprudenza e ho lavorato come assistente di diritto tributario in uno studio civile prima di "convertirmi" alla recitazione. La mia diffidenza verso la televisione è conosciuta, amo di più il teatro, è da lì che vengo e continuerò a fare teatro anche se sono molto impegnato con le fiction, che in ogni modo, mi offrono molte soddisfazioni e popolarità. Durante le riprese de Il Capitano ho visto persone che credono in quello che fanno, ho avuto modo di ammirare le forze armate della Guardia di finanza per il loro operato e per la loro importantissima funzione sociale. Il Capitano che interpreto assomiglia ai veri capitani: per interpretare il mio ruolo, infatti, ho tenuto presente gli sguardi di tutti i veri ufficiali che incontro, che sono tutti dei piccoli eroi, anche se la gente non li conosce ad uno ad uno».
Arrivederci al prossimo autunno, dunque, su Rai Due, con la Guardia di Finanza e il suo coraggioso Capitano. A quando una serie sulla Marina e sui suoi ufficiali? O sugli indomiti pompieri?

[da roma _ isabella weiss _ 4.2004]
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