MEMORIE
paesaggi e personaggi del territorio
 
La spiritualità corporea del Mesma

Il fascino del Monte Mesma si affida insieme all'incanto naturale di un paesaggio di laghi ove scorre il tempo delle stagioni sopra la storia, e all'attrazione spirituale di un luogo dell'anima. In questo suggestivo contesto, deputato a quel "rientrare in se stessi" affidato da Agostino alla civiltà, la cui pace si accompagna all'ospitalità francescana, ha trovato naturale collocazione un'iniziativa avviata ormai da qualche anno. La sobria eleganza degli ambienti del convento accoglie, tra le altre attività volte ad approfondire la spiritualità del luogo sottraendola all'occasionale esperienza dell'anima bella, anche Città di Dio, associazione ecumenica di cultura religiosa: una forma di solidarietà "culturale" ben inscritta nelle altre forme di volontariato che si praticano al Mesma. Città di Dio organizza, con frequenza mensile di impegno, incontri su temi in senso ampio religiosi e, come esprime la denominazione, non ha carattere confessionale, è disponibile all'apporto delle più diverse opzioni culturali. Libertà e carità - ma anche il rigore - sono del resto virtù francescane. Il livello degli incontri è alto, ma senza alcuna nota di scostante elitarismo. L'impegno è di volare elevato e tuttavia di coinvolgere le esigenze di tutti. Grazie al dinamismo dell'animatore dell'iniziativa, Fabrizio Filiberti, alla passione dei collaboratori, all'interesse di un gruppo di appassionati che si va ampliando, sono saliti al Mesma filosofi come Prini, Penzo, Bosco, Rella, maestri di spiritualità quali Rizzi e Piana, esponenti delle varie confessioni, dal buddismo all'islam, per mettere a confronto religione e religioni, religione e pensiero, religione e società. Non vi è bisogno di dimostrare con grandi parole l'attualità dell'iniziativa, dal momento che è sotto gli occhi di tutti la necessità di un confronto-dialogo tra le culture presenti sul nostro territorio. Inoltre il bisogno di meditazione, religiosa e non, si rivela urgente proprio nel suo apparente non bisogno. Tutti infatti, sotto il peso delle urgenze immediate, sentiamo l'esigenza di un distacco che non si risolva in banalità evasive, che superi le difficoltà odierne dei rapporti tra le persone. La riflessione comporta una presa di distanza da cose e persone abituali, per tornarvi con un nuovo e più autentico spirito. E' un arretrare per saltare meglio, secondo la nota espressione di Pascal. Non meno convincente è la pratica dei rapporti, la modalità di attuazione delle iniziative. Città di Dio è un bell'esempio di collaborazione - con altre comunità, oltre a quella dei francescani, senza preclusioni - e di volontariato per la programmazione degli interventi, per ciclostilare i volantini e stendere gli atti: un bell'esempio di coerenza tra le parole e i fatti. Opportunamente l'associazione ha posto quest'anno al centro della riflessione (riflessione, non chiacchiera sentenziosa come purtroppo spesso si usa) il problema del male. "Figure del male" è stato appunto il titolo dell'ultimo incontro, che ha visto la presenza del professor Rella. Quel problema, o meglio quel mistero, vede impegnato in modo prioritario il pensiero odierno, in una situazione di grave disagio della civiltà, con i conseguenti rischi di risposte estremiste o elusive perché superficiali. Nel novembre scorso Città di Dio ha assunto l'onere di un convegno dedicato a Il corpo spirituale. Itinerari del corpo e dell'anima, con la partecipazione anche del professor Eugenio Borgna. Corpo, spirito, anima: non si tratta di argomenti accademici o ecclesiastici, perché tutti usiamo nella vita ordinaria, se non quei termini precisi, dei termini equivalenti. E se evitiamo di ricorrervi, o li adottiamo con disagio, vuol dire che abbiamo già deciso un atteggiamento, un indirizzo di pensiero e di vita, e di fatto di privilegiare il corpo. A insinuare forti sospetti sulla validità delle nostre posizioni abituali e a ribadire la centralità dell'etica non solo nella filosofia, ma anche nella realtà odierna, è servito quel week-end di riflessione. Il professor Melchiorre, ad esempio, ha con chiarezza argomentato che l'incontro con gli altri è incontro con la fisicità (lo guardo, la carezza), e insieme con la personalità (l'amore, il risentimento). L'ambivalenza di questa implicazione agisce condizionando pesantemente i nostri atti quotidiani. Quando, per fare due esempi, fingiamo di non vedere o vediamo quello che non c'è. Del resto il Monte Mesma si presta egregiamente a essere un modello di questo intreccio di fisicità e di anima: un corpo spirituale.

|giulio quirico _ 2.2003|
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