MEMORIE
paesaggi e personaggi del territorio
 
Ricordo di Gino Rotondi

«Gino Rotondi è un ricercatore appassionato, ma soprattutto un poeta elegiaco: da qui la naturale scelta dell'Ottocento come il tempo per collocare queste sue rievocazioni. Il che corrisponde anche al momento di maggior e di più altro richiamo del Verbano, in piena aderenza al gusto romantico dell'epoca». Non troviamo parole migliori per ricordare Gino Rotondi di queste, dedicategli dall'avvocato Pier Luigi Cassietti nella presentazione del suo lavoro L'Ottocento del Lago Maggiore, del 1978. Poeta (Vicenda d'amore), evocatore nella sua prosa lirica di vicende al limite del sogno (Gaudenzio ad Arona) o affabulatore di bozzetti (Dedicato ai pescatori: lui appassionato frequentatore delle rive del lago), ma soprattutto sapiente rievocatore dì ambienti e personaggi storici sullo sfondo del Verbano, Gino Rotondi deve essere valorizzato per quella identificazione con valori che potrebbero parere riduttivi nella ripresa di una civiltà ormai lontana. Si tratta dei valori, più che ottocenteschi, risorgimentali, un po' alla maniera di Spadolini, nelle diverse sfumature e nei vari orientamenti: i Cairoli, Garibaldi, D'Azeglio, Carcano, l'aristocrazia milanese dei Bentivoglio, naturalmente Manzoni e Rosmini, ma anche il canonico Boniforti, immortalato nel pensoso busto del lungolago. Con gentile finezza lo scrittore si immedesima in quella atmosfera - d'altri tempi, è vero, ma di grande dignità - espressiva di un mite vivere civile consono alle corde dell'autore. Parleremmo di spirito sthendaliano (e lo Sthendal fu il più appassionato tra i cantori ottocenteschi del Lago Maggiore) se non fosse che il paragone sarebbe sembrato eccessivo allo stesso Rotondi. A chi tuttavia non fosse particolarmente attratto dalla nostalgia dell'Ottocento, e però ama la buona scrittura e la conoscenza del proprio paesaggio raccomandiamo, sempre di Gino Rotondi, Ville e paesi tra le terre del Verbano, Cusio, Ossola. Il testo, pubblicato nel 1975 da Gribaudi, meriterebbe una nuova edizione. Tra le numerose guide ricche di splendide immagini che il turista ha oggi a disposizione non sfigura certo questo discreto omaggio "agli angolini meno noti dei paesi più noti e meno noti" (Invorio, Vigogna ad esempio), e soprattutto la rivisitazione di ville storiche come villa Carlotta, villa Cavallini, la Ceriana, villa della Torre, la Sabbioncella, per fare solo qualche nome, legate a illustri figure e famiglie (il senatore Cavallini, i Cadorna, i Troubetzkoy, i Mantegazza) per la maggior parte consegnate a un passato da non dimenticare per la loro stessa destinazione odierna ad altre funzioni. Gino Rotondi incanta per la capacità rievocativa di sensibilità e di climi spirituali, per la copiosa conoscenza di aneddoti e fatti storici, per la simpatetica nobile scrittura che sa far vivere gli ambienti e far rivivere le persone.

|giovanni otto _ 2.2005|
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