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Le commemorazioni di monsignor Pini nel camposanto di Arona
C'è un filone dell'antifascismo aronese ricco di prospettive non ancora ben esplorate e connesse alla
presenza in città dei padri del Collegio De Filippi. Più di uno fu attivamente coinvolto nell'opposizione
al regime già negli anni precedenti la guerra, e nel collegio trovavano accoglienza gli attivi fermenti
intellettuali di ambienti anche lombardi. Nel 1929, all'indomani del Concordato, vi si tenne la 'Settimana
sociale di studio dei giovani cattolici lombardi', alla quale parteciparono un centinaio di giovani e che
fu seguito con attenzione dalla polizia fascista, come attesta il relativo lungo rapporto. L'azione
cristiano-sociale era solida anche in parrocchia ad Arona, dove il coadiutore don Angelo Sacco, poi parroco
a Pallanza, già nel 1913 aveva fondato il Circolo cattolico giovanile 'San Carlo'. Monsignor Gian Domenico
Pini, già amato assistente dell'associazione dei giovani e degli universitari cattolici, quella Fuci che è stata
anche di monsignor Montini, venne sepolto nell'aprile del 1930 presso il camposanto di Arona, dove tuttora riposa.
Un Comitato di 'Amici di Mons. Pini', del quale facevano parte anche gli aronesi Carlo Torelli e Clotildo
Vanzina, si costituì, scrive Pier Giorgio Longo - il maggior esperto della storia dei movimenti cattolici
novaresi sotto il fascismo -, per le onoranze funebri e per l'elevazione di un monumento. Venne anche istituita
una 'Borsa di studio Mons. G.D.Pini', con due assegni: uno per il perfezionamento di laureati in qualsiasi
disciplina ai finì della ricerca universitaria, l'altro per studi in campo politico, sociale, economico,
amministrativo svolto alla luce dei principi cristiani. La borsa di studio con sede a Torino in via Saluzzo,
presso la professoressa Maria Carena, è stata assegnata, a nostra conoscenza, almeno fino agli anni Settanta
dello scorso secolo. Il 23 aprile di ogni anno, anniversario della morte, amici e discepoli di monsignor Pini
si riunivano ad Arona per la messa al cimitero, la commemorazione del suo insegnamento e l'assegnazione della
borsa di studio nel Collegio De Filippi. Quella borsa di studio aveva riflessi pratici di forte visibilità,
certo sotto il fascismo, ma anche poi per i cattolici sociali che in monsignor Pini avevano trovato un
sostenitore. Nel 1937 venne assegnata al dottor Paolo Emilio Taviani, di lì a poco ispiratore della Dc di
Torelli, Menotti, Borgna, e poi figura di rilievo nella prima repubblica. In epoca fascista l'incontro, occasione
di ritrovo di ex popolari e quindi favorevole alla attività clandestina, era sorvegliato dalla polizia. Non
mancarono gli interventi del questore presso il vescovo di Novara, Castelli, come in occasione della prima
commemorazione tenuta da Spataro, già presidente della Fuci, estimatore di Pini e in seguito influente
esponente democristiano. In ogni modo, e non senza contrasti negli stessi ambienti cattolici, la commemorazione
costituì un momento forte della identità cattolica italiana sotto il fascismo. L'Azione così si esprimeva in
vista dell'inaugurazione del monumento funebre nel novembre 1931: "Là, nel cimitero di Arona, ancora una
volta amici e discepoli si riuniranno per un doloroso ma dolce compito, e stretti attorno al vescovo di
Novara, riconfermeranno quei propositi di devozione, di amore, di fedeltà alla Chiesa ed al Papa che spontanei
sorgevano nel loro cuore quando mons. Pini era tra loro e loro rivolgeva la sua calda e suadente parole".
Il confronto tra fascismo e movimenti cattolici era in atto, dopo l'abbraccio politico concordatario. Anche
nel secondo dopoguerra, con altro segno, l'incontro aronese mantenne per un certo periodo una sua valenza per
l'impegno dei cattolici) sempre sottolineata dalla stampa diocesana. Se l'insegnamento e soprattutto la
prassi sociale del cattolicesimo, caro a monsignor Pini, non sono da confinarsi nel passato, può essere di
utilità riproporre la figura di un grande sacerdote, caro ai giovani per le doti di mente e di cuore,
che riposa da oltre settant'anni nel camposanto di Arona.
|giovanni otto _ 3.2005|
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