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Michela Carcano. Il tecnologo? alimentare!
Nata a Milano il 20 settembre 1966, ma da sempre risiedente
nella zona del Lago Maggiore, ora precisamente ad Arona, è la
dottoressa Michela Carcano, tecnologo alimentare e vicepresidente
dell'Ordine dei tecnologi alimentari della regione Piemonte. Diplomata
presso il liceo scientifico Fermi di Arona, la dottoressa Carcano
si è laureata nel 1993 in Scienze delle preparazioni alimentari
(oggi divenuta Scienze e tecnologie alimentari) presso la facoltà
di agraria dell'Università statale di Milano. Ha svolto inoltre
una tesi sperimentale in microbiologia lattiero-casearia presso il
Centro Studi Latte-Cnr di Milano dove ho poi lavorato fino al 1998,
dapprima come borsita e poi come ricercatrice. Interessata ai temi
della qualità, ha inoltre seguito alcuni corsi specifici riguardanti
le norme Iso 9000 sostenendo l'esame per diventare valutatore di sistemi
di qualità nel 1999. Come vicepresidente dell'Ordine dei tecnologi
alimentari della regione Piemonte, le rivolgiamo alcune domande per
comprendere meglio come si articola il settore in cui lavora.
Attualmente, qual è la sua professione? «Da quando ho lasciato la ricerca, lavoro come libera professionista svolgendo attività di consulenza presso aziende alimentari. In particolare mi occupo di aspetti tecnico-qualitativi inerenti la sicurezza, la qualità e la legislazione (etichettatura, additivi, autocontrollo secondo il metodo Haccp). Dedico inoltre molto del mio tempo alla formazione igienico sanitaria del personale, punto di partenza indispensabile per tutti gli operatori del settore». Perché la scelta di questa professione? «Per passione! Ritengo che figure professionalmente preparate siano non solo utili, ma addirittura indispensabili per garantire al consumatore cibi sani e sicuri. Sono purtroppo ogni giorno sotto gli occhi di tutti i casi di malattie legate al consumo degli alimenti, e la prevenzione, legata alla "cultura alimentare", è a mio parere l'unica via da seguire per poter garantire a noi e alle generazioni future un miglioramento della qualità della vita, legata anche a un miglioramento della qualità dei prodotti che mangiamo. Purtroppo la figura del tecnologo alimentare è ancora abbastanza sconosciuta, soprattut- to a livello delle piccole e medie imprese, che pure rappresentano la maggior parte della forza produttrice di alimentari nel nostro Paese. Ne consegue che molti si avvalgano di consulenze di professionisti che, pur validissimi in altri settori, non hanno una formazione specifica in ambito alimentare». Com'è nato l'Ordine dei tecnologi alimentari? «La nostra categoria professionale ha purtroppo dovuto percorrere una strada impervia per poter essere riconosciuta a livello legislativo ma, fortunatamente, dopo molti anni di attesa, è stato istituito l'Ordine professionale dei tecnologi alimentari, e con il decreto di attuazione del 1999 hanno potuto prendere il via i primi esami di stato, che hanno portato alla formazione degli ordini Regionali. Ora, finalmente, con l'esistenza degli ordini, è riconosciuta e tutelata anche la figura del tecnologo alimentare, ossia del laureato che ha superato l'esame di stato ed è regolarmente iscritto all'albo della propria regione. La mia candidatura è stata una naturale conseguenza dell'amore che nutro per il mio lavoro ed è stata fatta nella speranza di poter apportare un piccolo contributo alla nascita dell'albo e al rilancio della figura professionale nella nostra Regione». Quali sono i compiti dell'Ordine dei tecnologi alimentari? «Compito fondamentale dell'Ordine è la tutela della figura professionale del tecnologo alimentare sia nei confronti degli iscritti, che sono tenuti tra l'altro a rispettare il codice deontologico e il segreto professionale, sia nei confronti degli utenti, per i quali funge essenzialmente da garante». L'ordine della Regione Piemonte ha sogni nel cassetto da voler, o meglio, poter realizzare? «Senza dubbio la priorità della formazione dell'ordine nazionale: a tale proposito stiamo lavorando, in collaborazione con i colleghi degli altri Ordini Regionali, e speriamo di poter raggiungere al più presto anche questo importante obiettivo. Abbiamo inoltre intenzione di promuovere attività atte a favorire l'inserimento della figura professionale del tecnologo alimentare in strutture pubbliche preposte al controllo degli alimenti quali Asl e Istituti zooprofilattici, nella pubblica istruzione e nei principali enti di ricerca. Ci faremo altresì promotori di azioni che favoriscano l'aggiornamento culturale e tecnico dei tecnologi alimentari, a favore della crescita professionale della categoria e, conseguentemente, a tutela della garanzia di professionalità nei confronti degli utenti». Chi fosse interessato al altre informazioni come può contattarvi? «Scrivendo direttamente alla sede dell'Ordine dei tecnologi alimentari della regione Piemonte, via Perazzi 23, Novara (e-mail: otap.piemonte@libero.it) o consultando il sito http://digilander.iol.it/otap». |fiorella nicotera _ 6.2001|
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