L@TERE: TRIBUNA DEL LETTORE (E DEL NAVIGATORE)
comunicazioni, segnalazioni, commenti e pensieri in (semi)libertà
Arona. Da noi in piazza...

Egregio direttore, abito in piazza San Graziano ad Arona, che sta diventando sempre di più un luogo di abbandono. Ho voluto scrivere questa lettera, ricordando al Comune di Arona e a tutti noi che ciò che sta avvenendo in questa piazza sta andando oltre ogni limite. Che bello ricordare quando in quelle calde e profumate serate estive si scendeva in piazza dopo cena, per fare due passi "prima di coricarsi", come si soleva dire a quei tempi neanche tanto lontani. Per tanti anni non ho più avuto l'occasione per "vivere una piazza". Visitarle sì, come turista. Una più bella dell'altra, ma non erano... "casa mia". Poi, undici anni fa, ho avuto l'occasione di trasferirmi "in provincia", scegliendo Arona per il nostro domicilio, questa bellissima cittadina sul Lago Maggiore. Una scelta ponderata: eravamo sicuri di fare un salto di qualità di vita, e poi, finalmente... una casa sulla piazza... Beati voi, ci dicevano gli amici "costretti" a subire i disagi di una grande città. Piazza San Graziano, con le sue due splendide chiese, il suo sagrato, la sua fontana, spesso meta fotografica dei turisti, luogo anche di incontri storici nei secoli passati, così assolata, così tranquilla e languida nei caldi giorni d'estate. Certo, ha un aspetto trascurato con quel suo manto d'asfalto rappezzato e sporco, che non si addice a un centro storico così particolare, con quelle segnaletiche per i parcheggi frettolosamente disegnate sopra quelle vecchie senza cancellarle prima. Peccato anche quei lampioni che sarebbero più idonei ad illuminare una strada statale. Se l'asfalto venisse tolto, e il manto di porfido esteso in tutta la piazza, e se i palazzi fossero illuminati da fari come quelli che per breve tempo hanno illuminato la fontana, la piazza assumerebbe un valore artistico ben più importante... Nel profondo della notte la piazza si trasforma in un vero inferno. Ci pensa il popolo della notte, che invade la zona a ogni ora. Nessun rispetto per il divieto di sosta dopo l'una di notte (tanto, chi controlla...!?), la radio dell'auto accesa al massimo, il clacson facile. Gente che urla, che bestemmia, che urina contro muri e portoni, che vomita nella fontana, che scrive sui muri con vernici a spray indelebili, che sfascia fioriere, che lascia bottiglie vuote e carta sparse ovunque. Gente che poi se ne va, per tornare la notte dopo e quella dopo ancora. Quando, finalmente, verso le prime ore del mattino si sente di nuovo solo lo sgorgare dell'acqua della fontana, la piazza riassume il suo aspetto di sempre, anche se un po' più malandato, un po' più sporco e con qualche scritta in più sui muri. «Tanto, ormai, che differenza fa...», dicono quei pochi che abitano in piazza, increduli davanti a tanto scempio, e soprattutto delusi da tanta ignoranza e dalla mancanza di volontà di fare qualcosa di più concreto per salvaguardare non solo il diritto al riposo di chi ci abita, ma anche per salvaguardare un valore storico ricevuto in consegna per passarlo poi indenne alle generazioni successive. «Avete veramente fatto la scelta giusta - dicono i nostri amici con un senso di invidia - a vivere in una zona così bella, in un centro storico così particolare...» Noi sorridiamo e ringraziamo, ma non facciamo assolutamente capire che li invidiamo un po', per il fatto che abitano in una zona tranquilla... di Milano. Che tentazione...! Cordiali saluti

|diederick wijmans _ arona _ 16.6.2003|
|wijmans@eubico.it|
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