I quindici giorni intercorsi dall'ultimo consiglio ci hanno consentito incontri e
letture che ci hanno aggiornato sulla vicenda di 'Casa Bocchetta', del cui acquisto,
come tutti sanno, si iniziò a discutere alla fine degli anni Ottanta. Oggi sappiamo
grazie a quali soggetti, politici e non, ci troviamo al punto felice in cui siamo:
"felice" perché siamo a un passo dall'acquisizione di questo edificio e quindi a un
passo dal salvare, per la comunità aronese e per quelle viciniori, tutto quanto può
essere salvato oggi, dopo che i buoi che potevano fruttuosamente arare per il presidio
ospedaliero aronese sono scappati dalla stalla da quasi un decennio. Ora che questa vicenda
sta per concludersi, è doveroso dare merito a chi merito ha più avuto in questa storia:
per primo al Comitato di base di Lesa, guidato da Carla Stoppini; poi alla Consulta
Femminile di Arona e quindi al Comitato di base aronese; poi ancora ai Comitati sorti
nei comuni vicini, che hanno sensibilizzato le amministrazioni locali; infine al Comitato
di base intercomunale e alla delegazione dei sindaci che, nel passato recente, hanno interagito
con l'assessore regionale alla sanità (D'Ambrosio), strappandogli un foglio d'intesa, che qualche
importanza ha avuto nella vicenda dell'Ospedale di Arona e più ne deve avere se, per il tramite del
dottor Brignoglio, si perverrà a un impegno scritto con la Regione, impegno che vada ben oltre
quello già sottoscritto dal direttore generale della Asl nei piani di attività 2003 e 2004.
Grazie a questi Comitati di base e alle loro pressioni sulle rispettive amministrazioni, molti
sindaci hanno proposto o comunque hanno aderito all'acquisto di 'Casa Bocchetta' in forma associata
con il Comune di Arona. Ciò dimostra che la partecipazione attiva della gente (fuori dai palazzi)
serve e risulta efficace: dubito che staremmo qui ad acquistare 'Casa Bocchetta', questa sera,
senza la firma di quei 18mila/19mila cittadini che si sono interessati alla vicenda.
Con l'operazione di questa sera, questa gente otterrà quanto ha chiesto: l'ospedale di Arona
non sarà chiuso e tantomeno l'attuale pronto soccorso, che rimarrà aperto 24 ore su 24 ore e
che riceverà razionalizzazione e potenziamento dall'acquisizione di 'Casa Bocchetta', così come
è scritto a chiare lettere nello studio di fattibilità commissionato dalla Asl 13 e del quale
siamo venuti a conoscenza in questi giorni. Che sia più o meno un bene che, da parte di Arona,
l'acquisto avvenga in forma associata con altri comuni, sarà il tempo a dircelo...
Noi ci auguriamo che tutto vada bene... Ma certamente non vorremmo trovarci nei panni del
sindaco di Arona, in un futuro prossimo o lontano, quando, per malaugurata ipotesi, 'Casa Bocchetta'
dovesse avere destinazione diversa o dovesse essere alienata (un edificio composto da tre estesi
corpi di fabbrica di cui due non ci saranno più perché rasi al suolo con la ristrutturazione).
In fondo trattavasi di una spesa di un milione e quattrocentomila Euro per l'acquisto di un
immobile sito nel Comune di Arona, la cui amministrazione sta spendendo dieci volte tanto per
altre opere (peraltro non richieste dalla gente!) senza avere preventivamente pensato a una scala
di necessità e quindi di priorità! ,Comunque, a ogni buon fine, l'operazione 'Casa Bocchetta'
questa sera deve davvero essere chiusa... Per questo sentiamo il dovere di salvaguardarci
dall'ipotesi che doverosamente il segretario generale paventava in chiusura della sua relazione
nell'ultimo consiglio comunale: «Se uno solo dei Comuni dovesse non aderire alla Convenzione
occorre riprendere tutto daccapo e ritornare a deliberare in consiglio». A evitare ciò, noi avevamo
chiesto al presidente di convocare il consiglio non per questa sera. Sapendo che qualche Comune
è ancora titubante (vedi Nebbiuno), e titubanti sono i comuni in cui si va al rinnovo del consiglio
nel prossimo anno (qualcun altro vuole preventive assicurazioni scritte da parte della Regione), avevamo
chiesto di avere un ultimo incontro preventivo con i Comuni che ancora non hanno deliberato: questa sera
avremmo avuto qualche certezza in più! Ma non siamo stati ascoltati. Per questo noi chiediamo che
il consiglio approvi un protocollo separato e aggiuntivo alla delibera di convenzione che stiamo per approvare.
Chiediamo cioè che questa sera si voti una mozione del seguente tenore: "Il consiglio comunale
di Arona è certo che tutti i Comuni impegnati nell'acquisto di 'Casa Bocchetta', guidati da sindaci
galantuomini, terranno fede all'impegno assunto e delibereranno in tal senso entro la fine del corrente
mese, termine in cui decadono tutti i vincoli di Prgc di Arona e quindi anche il vincolo ospedaliero
che attualmente insiste su 'Casa Bocchetta'. Tuttavia, se per qualunque motivo vi fossero ritardi o
defezioni da parte di sindaci che da tempo si sono dichiarati favorevoli all'acquisto, il Comune di Arona
si farà carico di ogni conseguente onere, in linea con l'Atto di indirizzo già assunto nell'ottobre del 2001
(Il Comune di Arona assicura la copertura dell'intero impegno finanziario anche in supplenza dell'eventuale
carenza di intervento di alcuni Comuni ex Usl 53). Ciò allo scopo di non subire ulteriori ritardi nell'
iter
che consentirà di mantenere operante e di razionalizzare l'esistente pronto soccorso, nonché di adeguare il
presidio ospedaliero alla Dcr 616-3149 del 22.02.2000", scongiurandone definitivamente la chiusura più volte paventata.
|antonio catapano _ arona _ 6.11.2003|
|consigliere comunale, capogruppo ds|
|tcatapano@libero.it|