L@TERE: TRIBUNA DEL LETTORE (E DEL NAVIGATORE)
comunicazioni, segnalazioni, commenti e pensieri in (semi)libertà
Recupero ambientale coi carcerati di Verbania

Essendomi assentata un paio di giorni, ho letto solo stamattina le battute incresciose del presidente del Parco nazionale Val Grande sulla questione dei "lavori forzati" a violentatori e stupratori e a quant'altre categorie di malviventi. Il presidente del Parco nazionale, evidentemente, non ha ancora colto la differenza fondamentale che esiste tra la battuta sconcia da bar e le dichiarazioni istituzionali, che devono essere frutto di moderazione e di equilibrio etico. Come presidente del Circolo Verbano di Legambiente, che partecipa attivamente all'iniziativa 'Recupero ambientale', promossa in favore dei detenuti presso il carcere di Verbania, mi dissocio totalmente dalle frasi di Alberto Actis. La Repubblica Italiana si è data una Costituzione, che prevede le pene carcerarie con finalità di pentimento e di recupero. Il lavoro (e soprattutto l'apprendimento di un lavoro utile) può essere un percorso di redenzione, mai di punizione. L'iniziativa di questo Ferragosto [e ad Arona il 26 del mese, ndr] deve servire ad aprire un dialogo tra un luogo di detenzione e la città che lo ospita: nessuno, tantomeno il presidente di un ente pubblico, si erga a giudice di persone già giudicate e condannate.

|amelia alberti _ verbania pallanza _ 14.8.2004|
|legambiente circolo verbano|
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