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cronache e notizie 2003

Trent'anni di presenza benedettina a San Giulio

Orta San Giulio _
Trent'anni di presenza benedettina a San Giulio. Verranno celebrati venerdì 11 luglio, solennità di san Benedetto, da un convegno organizzato dall'Associazione di storia della Chiesa novarese in collaborazione con la Diocesi e l'abbazia Mater Ecclesiae. La storia dell'isola e del lago affonda le sue radici nei tempi mitologici. È legata alle leggende e all'evangelizzazione dei due fratelli greci Giulio e Giuliano, entrambi santi e costruttori di luoghi di culto. E in tempi recenti San Giulio è diventato sempre di più sinonimo di contemplazione. Specie da quando, l'11 ottobre 1973, si è stabilita in un edificio nei pressi della basilica una comunità monastica benedettina chiamata dall'allora vescovo di Novara Aldo Del Monte. In seguito al rapido aumento dei suoi membri, il convento si è trasferito nella sede dell'ex seminario diocesano. Era l'11 ottobre 1989. La costruzione dell'abbazia risale alla prima metà dell'Ottocento e non presenta particolari motivi d'interesse artistico. È stata costruita dove nel VI secolo venne innalzato un castello altomedioevale (demolito poco meno di duecento anni fa) che fu al centro di varie vicende militari culminate nell'assedio del 962 con cui l'imperatore Ottone I di Sassonia costrinse alla resa Willa, moglie di Berengario II re d'Italia. Staccatasi come germoglio di trapianto dall'abbazia di Viboldone, in provincia di Milano, Mater Ecclesiae si è trovata ad assumere la grande responsabilità di tenere allacciato il filo del presente con quello del passato, e di conservare vivo il patrimonio religioso, civile, naturale e artistico. E soprattutto ha dovuto costituire, per la Chiesa locale, un segno inequivocabile dei valori trascendenti. Viene offerta agli interessati (uomini e donne animati dal desiderio di fare un'esperienza di preghiera in un clima di ascolto) ospitalità nella foresteria dove possono pernottare una ventina di persone; i pasti sono consumati nel parlatorio. Le religiose seguono il motto 'Ora et labora' e alternano il lavoro alla preghiera nel silenzio della clausura. Le principali attività del monastero sono il restauro dei tessili antichi (per esempio arazzi), la confezione e il ricamo di paramenti e arredi liturgici, la preparazione delle ostie, la pittura di icone, la tessitura a mano, e altri lavori artigianali e culturali (come scritti di spiritualità, fascicoli di "lectio divina" e traduzioni). La giornata in monastero è scandita dai momenti di adorazione: dal mattutino alle 4:50 a compieta alle 20:45. Nei dì di festa la messa è alle 11, in inverno i vespri alle 16:30. Il programma della tavola rotonda dell'11 luglio seguirà il filo della storia dai tempi antichi ai giorni d'oggi. Alle 9:30 Mariella Carpinello parlerà del "Monachesimo femminile, il volto della Chiesa contemplativa"; alle 11 il vescovo di Casale Germano Zaccheo presiederà una concelebrazione eucaristica; alle 12:30 è previsto il pranzo a buffet tipo self-service a offerta libera (necessaria la prenotazione allo 0322.90324) e alle 15 Lino Cerutti, Mario Perotti e Dorino Tuniz si soffermeranno rispettivamente sui temi "Il significato di una giornata", "Il monachesimo nel Novarese e nel Cusio" e "La figura di Guglielmo di Volpiano". Seguiranno la lettura di testi di Anna Maria Cànopi (voce Bruna Vero con intermezzi musicali all'organo di Simone Pedroni), e la testimonianza proprio dell'abbadessa che ha collaborato anche all'edizione Cei della Bibbia e a quelle dei nuovi messali, oltre a dare ampi contributi a sussidi di catechesi e riviste di formazione cristiana e a pubblicare numerosi libri di spiritualità. L'iniziativa sarà scandita dalla recita in basilica di mattutino, lodi e ora terza (alle 9:15), nona (alle 14:45) e secondi vespri (alle 17). Per raggiungere l'isola è sempre attivo un servizio di traghetto e motoscafi da Orta. Gli atti del convegno verranno pubblicati sulla rivista Novarien dell'Associazione di storia della Chiesa novarese.

[marco g. fornara _ 10.7.2003]
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