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I segni di Nazca nella pittura di Agucho Velàsquez
Arona _ L'assessorato per la cultura della città di Arona, in collaborazione con il Festival LatinoAmericando (Milano, 19 giugno-10 agosto; Info: 0322.47679) presenta la mostra Agucho Velàsquez. Pittura e segni di Nazca, in locandina dal 19 luglio al 10 agosto. "Poeta del colore" ispirato dalla cultura e dalla natura del suo paese, il Perù, Agucho Velàsquez si ripresenta al pubblico con una nuova serie di quadri, "la cui magia arriva diritta al cuore". "Chi non ha ancora visto le opere de Agucho Velàsquez - si legge nella presentazione della mostra - non ha ancora scoperto uno dei tanti tesori del Perù. L'artista infatti, attraverso una pittura calda, colorata e tattile, è riuscito a racchiudere nello spazio ridotto di una tela l'essenza del Perù: la sua storia, la sua natura, la sua gente, i suoi colori, le sue tradizioni, il suo spirito, le sue memorie". Velasquez nasce a Lima nel 1964 e, dopo aver frequentato la scuola di Belle arti di Lima e l'Accademia d'arte contemporanea, decide di partire per un lungo viaggio alla scoperta delle usanze, delle tradizioni e delle culture di tutte le regioni del suo paese. Questa esperienza sarà fonte di ispirazione per i suoi quadri: composizioni polimateriche di grande respiro, intensi momenti emozionali, nei quali i colori della terra bruciata dal sole e della natura si cristallizzano in paesaggi, animali, personaggi mitici e religiosi o nell'umile gente che abita un mondo fatto di mare, pianure, deserto, foreste tropicali a montagne dalle smisurate vette perse nell'intenso blu del cielo. "Proprio in questo risiede l'originalità di Velàsquez - si legge ancora nella nota di presentazione -: nella sua capacità di tradurre in pittura la nostalgia di un paese orgoglioso delle proprie radici, utilizzando una sinfonia di colori e di materiali che, come per magia, paiono rubati a quella terra. E lui, come un poeta epico, la ricorda a la racconta a chi la ama o a chi non l'ha mai vista". Alla fine degli anni Ottanta l'artista, forse scegliendo di confrontarsi con altre culture, ha raggiunto dapprima l'ltalia, per stabilirsi infine nel 1995 in Belgio, dove ancora oggi vine e lavora. Perù, Argentina, Brasile e praticamente tulle le nazioni europee hanno gia avuto il piacere di presentare la sua opera nel corso di mostre collettive o peronali. Nazca: colore, rito e mistero. Intorno al 200 a.C., nelle valli della costa meridionale del Perù furono eretti centri fortificati, tra i quali il più importante a Cahuachi. Qui sono stati rinvenuti oggetti in terracotta, appartenenti alla fase "proto-Nazca", nome con il quale si identifica il passaggio tra l'espressione artistica Paracas e quella Nazca propriamente detta. La tecnica di colorazione di queste terrecotte appare modificata rispetto agli esemplari più antichi. Nell'abbondante produzione fittile Nazca ciò che colpisce a la vasta gamma di colori - ben sedici varietà - e la ricchezza del simbolismo utilizzati nella realizzazione di queste terrecotte. Alla produzione fittile si accompagna quella dei tessuti, le cui decorazioni, secondo il parere di alcuni storici, racchiudono una gran quantità di conoscenze sacre del popolo Nazca, qui rivelate attraverso uno specifico linguaggio codificato. Ciò che comunque rappresenta uno degli aspetti più affascinanti, misteriosi e più conosciuti della cultura Nazca sono geroglifici della cosiddetta 'Pampa Colorata', una regione desertica peruviana attraversata da una serie di gigantesche linee e figure ottenute asportando le pietre scure che si trovavano in superficie e lasciando scoperto lo strato sabbioso più chiaro. La colorazione bruno-rossiccia delle pietre che costituiscono la superficie della pampa è dovuta all'effetto di ossidazione generato dai cambiamenti di temperatura: fresca al mattino, calda durante il giorno, fredda la notte. Se l'effetto di colorazione è chiaro, meno chiaro è quello delle dimensioni di questi geroglifici, la cui forma è distinguibile solamente a partire da una certa altezza. Più volte gli archeologi si sono domandati a quale scopo le gente di Nazca avrebbe tracciato queste figure - la scimmia, la balena, il ragno, l'uccello a altre ancora - posto che non possedevano strumenti per volare e per poter quindi distinguerne le forme. Con l'aiuto degli studi della matematica tedesca Maria Reiche, che dal 1946 si è dedicata a cercare la soluzione di questo enigma - e tralasciando le ipotesi più bizzarre secondo le quali queste linee sarebbero piste di atterraggio per extraterrestri - si è giunti alla conclusione più verosimile per cui queste figure avrebbero delle attinenze con quelle che decorano i vasi Nazca. Si tratterebbe di simboli appartenenti a un gigantesco calendario astronomico, perciò a ogni geroglifico corrisponderebbe una costellazione conosciuta dagli astronomi di Nazca, mentre le piste rettilinee farebbero preciso riferimento alla direzione in cui il sole si leva al momento del solstizio estivo. Questa è l'ipotesi più verosimile e l'interesse di questa esposizione darà voce all'antico popolo Nazca, che attraverso le tele e il contributo di magnifiche composizioni su sabbia espressamente create da Agucho Velàsquez nel salone espositivo del Palazzo delle Arti di piazza San Graziano ad Arona, contribuirà visivamente a dar corpo a questa illuminante teoria. Orari di apertura della mostra: da lunedì al venerdì dalle 16 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 20. L'ingresso è gratuito. [monica campusatto _ 18.7.2003]
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