Arona _
Sembra quasi una maledizione, ma dopo dodici anni di discussioni e di polemiche i lavori per il "porticciolo"
o attracco turistico di lungolago Marconi stentano ancora a decollare. Il primo progetto, e i fondi relativi
di 5 miliardi di vecchie lire, stanziati dalla Regione, risalgono al 1991 (allora si parlava però di
un vero e proprio porto da collocare presso la darsena di corso Europa), poi, negli anni scorsi, la decisione
di ripiegare su una banchina per l'attracco di imbarcazioni da diporto nel centro di Arona, al di sotto
dell'attuale passeggiata a lago. Questa primavera i lavori sembravano effettivamente in procinto di partire,
dopo Pasqua si era provveduto a transennare tutto il lungolago Marconi, prevedendo ufficialmente una durata
del cantiere di circa trecento giorni lavorativi. Ma di lavori da allora in effetti se ne sono visti pochi,
mentre tutta l'area è andata a poco a poco coprendosi di erbe infestanti. Colpa, spiega l'assessore ai lavori
pubblici Franco Caserta, «di crepe che si sono aperte nel muraglione esterno del primo tratto del lungolago,
quello nelle vicinanze della Madonnina, per intenderci. Sembra che le esondazioni degli anni passati abbiano
svuotato il terrapieno, con conseguenti rischi di frana». In effetti la passeggiata del lungolago, che risale
al 1914, mostrava già da molti anni segni di logoramento, per esempio sconnessioni fra le piastrelle della
pavimentazione che denunciavano l'inizio di un collasso in direzione del lago. «Si sapeva dell'esistenza di
una crepa verticale nel muraglione, e già c'era un finanziamento regionale per il suo risanamento - spiega
ancora Caserta - ma adesso se ne è aperta una nuova, orizzontale e più estesa. Abbiamo compiuto un sopralluogo
via lago con i tecnici il 17 luglio, ma mancava l'ingegner Viola, progettista dell'attracco turistico, e non si
è potuto concludere niente. La ditta appaltatrice adesso vorrebbe sospendere i lavori [di fatto già sospesi,
ndr],
noi abbiamo chiesto che ci forniscano almeno una perizia scritta». Di riaprire il lungolago però non si parla:
«A questo punto sarebbe pericoloso: e se avvenisse un crollo mentre la gente ci passeggia sopra? Stiamo comunque
insistendo con la ditta appaltatrice perché termini almeno i lavori per l'attracco in piazza del Popolo,
che sono stati a loro volta sospesi». Resta il fatto che il lungolago è inagibile da aprile e che i preventivati
trecento giorni lavorativi per la costruzione della nuova banchina scatteranno a partire da chissà quando
(e probabilmente non saranno più sufficienti). I danni per la stagione turistica sono però minimizzati
dall'assessore al turismo Fabio Calzeroni: «Quest'anno tutte le manifestazioni estive si svolgeranno nei
giardini di corso Repubblica, che verranno presto inaugurati [anche in questo caso i lavori, la cui fine
era prevista per maggio, si sono protratti più a lungo del previsto,
ndr]». Che aggiunge, a proposito del
cartello recentemente apparso in via Cantoni nel quale si avvisa che la Rocca è chiusa «per lavori di
ristrutturazione», tanto che in molti avevano sperato in una conclusione della situazione di stallo che vede il
parco chiuso da più di un anno: «Non c'è nessun lavoro in corso, abbiamo messo il cartello solo per avvisare i
turisti che il parco è inagibile. Siamo ancora in attesa che i Borromeo presentino un progetto di intervento».
[giacomo fiori _ 19.7.2003]