Verbania _
Dopo aver autorizzato, nell'incontro del 22 luglio con l'assessore regionale all'agricoltura Ugo Cavallera, la ripresa della pesca
selettiva delle specie ittiche infestanti, la Regione Piemonte deve ora stanziare immediatamente i fondi per il sostegno
ai pescatori professionisti del Lago Maggiore. Lo ha chiesto l'assessore a turismo, sport e olimpiadi della Regione Piemonte
Ettore Racchelli: «La figura del pescatore di mestiere sul Verbano va tutelata con ogni mezzo, perché è un'attività storica,
legata all'identità del territorio e al paesaggio del lago: una ricchezza per l'economia locale e una risorsa per il turismo,
perché è grazie ai pescatori professionisti che i pesci del lago possono venire proposti come risorsa gastronomica tipica nei
ristoranti e negli alberghi della zona, con quella tipicità che è un valore aggiunto al quale il turista sempre più difficilmente
riuscirà a rinunciare». I pescatori professionisti del Lago Maggiore sono rimasti appena in ventidue nei centri rivieraschi della sponda
piemontese. Dal 1° luglio 1996 al 31 dicembre 1997 la Regione Piemonte sostenne l'attività dei pescatori colpiti dal disastroso
inquinamento da Ddt proveniente dagli scarichi dell'Enichem di Pieve Vergonte con 400 milioni di lire. Successivamente, fino al 2000,
i pescatori hanno ricevuto indennizzi direttamente dall'Enichem. L'aiuto richiesto ora alla Regione dai pescatori mira a poter
riprendere la pesca selettiva delle specie infestanti, ovvero quei pesci che presentano un'alta concentrazione di Ddt, come l'agone,
la scardola e il
gardon, e che negli ultimi tempi si sono sviluppati
in modo abbondante a scapito delle altre specie commestibili: persico, trota, bondella e lavarello. Gli esemplari delle specie
contaminate vengono pescati, separati, raccolti e distrutti in un inceneritore in Lombardia. La pesca è una risorsa significativa
per lo sviluppo economico e turistico del territorio, se si pensa che ancora a metà degli anni Novanta si pescavano sulla sponda
piemontese del Verbano circa 250 tonnellate all'anno di prodotto ittico. Il pescato selettivo oggi ammonta a circa 30 tonnellate
all'anno, per cui è indispensabile riequilibrare la presenza delle specie autoctone e in particolare quelle destinate al consumo
alimentare. «L'aiuto della Regione - conclude Racchelli - potrà quindi consentire ai pescatori di proseguire nella loro azione di
bonifica fino a quando l'equilibrio ittico dell'ecosistema lacuale verrà ristabilito e le specie commestibili potranno tornare a
essere una risorsa anche per il sistema economico, turistico e della ristorazione del Verbano».
[monica campusatto _ 24.7.2003]