Stresa _
Si è conclusa la settima edizione del festival
Lago Maggiore Jazz, che ha portato sul palco di cinque località
turistiche del territorio grandi nomi del panorama jazzistico internazionale e nazionale. Numerose presenze di turisti
ma anche di un pubblico appassionato ed esperto, e «tanto divertimento e bel tempo» - come afferma Sebastiano Orfeo,
il giovane direttore artistico alla sua prima conduzione di questa manifestazione - hanno reso notevole successo all'evento.
Il programma è partito da Arona, alla Punta del Lido, con due saxofonisti, il 19 luglio
Charles Lloyd, un "grande vecchio"
del jazz, maestro di stile ed eleganza, mentre la sera precedente lo stile innovativo di
Joshua Redman ha messo in evidenza
come tradizione e nuova sonorità si possono fondere perfettamente.
John Abercrombie, uno dei migliori chitarristi al mondo,
accompagnato dalla sua
band, ha chiuso, domenica 20 luglio il primo
week end.
Dal Lago Maggiore a Orta San Giulio, il 24 luglio, nella bellissima piazza Motta, sotto un cielo stellato, per una serata
all'insegna dello
swing italiano e americano, dagli anni Trenta ai Sessanta, con l'ottantenne "eterno discolo"
Nicola Arigliano,
di ritorno da
Umbria Jazz, dove ha tenuto due spettacoli al giorno, un vero esempio di amore e passione per la canzone jazz e
per il palcoscenico, accompagnato dalla sua "orchestra": il non più giovane ma assolutamente elegante
Antonello Vannucchi al pianoforte,
Elio Tatti al contrabbasso e
Giampaolo Ascolese alla batteria.
Di nuovo verso il lago Maggiore, venerdì 25 per ascoltare "Mama Africa", ovvero
Miriam MaKeba, già presente due anni
fa nella stessa piazza Garibaldi sul lungolago di Pallanza, ma questa volta il bel tempo le è stato favorevole e più di quattromila
persone hanno applaudito i suoni e i colori della terra che la grande artista rappresenta. Ma la vera serata di grande musica, per
chi ama il jazz, anche nelle sue forme più ricercate, è stata sabato 26, con il pianista
Uri Caine, un vero talento capace di
attraversare con le giuste sfumature i repertori più impegnativi della musica: accompagnato da
Tim Lefebvre al basso e
Zach Danziger
alla batteria, ha regalato un concerto indimenticabile al suo pubblico. Sfortunata è stata invece la serata di domenica 27: un
violento temporale si è abbattuto sulla zona costringendo gli organizzatori ad annullare il concerto di un altro grande chitarrista,
Bill Frisell, che probabilmente sarà presente già nella prossima edizione della manifestazione.
Ancora una volta la carovana si trasferisce, e lascia il lago per andare, la sera di giovedì 31 luglio, a Domodossola,
nella pittoresca cornice di piazza Mercato, per presentare del jazz italiano raffinato, di grande classe, con il pianista
Guido Manusardi, il contrabbassista
Lucio Terzano e il batterista
Tony Arco. In veste di
guest star si
è esibito con loro il sassofonista astigano
Gianni Basso che, nel corso della serata ha ricevuto per mano di Arturo Lincio,
presidente del Distretto Turistico dei Laghi e delle Valli Ossolane, un premio alla carriera.
E ancora jazzisti italiani: il chitarrista
Bebo Ferra con
Paolino Dalla Porta al contrabbasso,
Roberto Dani
alla batteria e
Xavier Girotto al sax, hanno aperto l'ultimo
week end sul lago, all'imbarcadero di Stresa, promuovendo
un progetto intitolato 'Mari Pintau' - mare dipinto -, dal nome di una spiaggia in Sardegna. La chiusura della manifestazione è
lasciata a due donne, due pianiste, la brasiliana
Eliane Elias, il 2 agosto, considerata tra le migliori al mondo,
dotata di forte espressività e potenza ritmica e, domenica 3, la romana
Rita Marcotulli, accompagnata da una
band
di grandi musicisti internazionali, ha presentato il suo ultimo lavoro,
Koiné, punto d'incontro di culture e linguaggi diversi.
Tutte le serate sono state aperte da gruppi di giovani emergenti provenienti dalle diverse scuole di jazz in Italia mentre al termine
dei concerti, ad attendere, pronta a salpare la 'Jazz Cruise' che, in collaborazione con la Navigazione del Lago Maggiore,
ha portato i suoi ospiti in crociera notturna sul lago e intorno alle isole borromee, facendo le ore piccole, accompagnati
ancora da buona musica e degustando le specialità gastronomiche locali.
[mariacristina lanza _ 7.8.2003]