ATTUALITÀ
cronache e notizie 2003

Siccità, verifica dei danni alle colture

Novara _
Si è conclusa la verifica dei danni alle colture colpite dalla siccità nelle province di Novara e Vercelli. I dati si sono resi disponibili dopo il sopralluogo effettuato nei giorni scorsi dai rappresentanti di Regione, Province di Vercelli e Novara, Ente Nazionale Risi, organizzazioni professionali agricole, consorzi Ovest ed Est Sesia Baraggia, e dopo le relazioni tecniche emesse dai competenti assessorati provinciali all'agricoltura. Da quanto è emerso - si legge in una nota diffusa dalla Regione Piemonte -, la situazione presenta criticità differenti. Maggiori danni sono stati subiti dalle colture di soia e di mais, mentre, per quanto riguarda il riso, per ora risultano già compromessi circa 365 ettari, siti in provincia di Vercelli. Nel contempo, è stata manifestata preoccupazione in merito alla somministrazione di portate irrigue supplementari alle colture dell'ovest Sesia, che potrebbe arrecare problemi all'est Sesia, senza apportare benefici risolutivi. A tale riguardo, la migliore soluzione adottabile è parsa la somministrazione quotidiana di portate irrigue supplementari all'Ovest Sesia, consentendo comunque la sopravvivenza delle colture in territorio novarese. In conclusione, gli enti hanno convenuto sulla necessità di attivare, a campagna conclusa, i benefici previsti dalla L. 185/92 per le coltivazioni rientranti in tale casistica, seguendo l'evolversi degli eventi naturali.

[monica campusatto _ 8.8.2003]



Poca acqua, coltivazioni danneggiate in quarantotto comuni
Danni per quasi otto miliardi delle vecchie lire; oltre 9mila ettari colpiti in una area di quarantotto comuni, spese ingenti per gasolio ed elettricità. E' questo il bilancio della siccità sul territorio provinciale relativo al periodo gennaio-luglio 2003. Le ridotte piovosità, una media di 186 mm di acqua rispetto a una quantità pari ad oltre 685 mm, unitamente a temperature superiori alla media con costante e anomala presenza di vento caldo, hanno provocato nei mesi di marzo, aprile, maggio, giugno e parte di luglio, un costante depauperamento idrico del suolo con danni alle colture foraggere, al mais e ai cereali autunno-vernini. Le colture di granoturco (6mila ettari) hanno subito danni per il 40% (per un controvalore di 2.611.000 euro); i 2.100 ettari di prati danni per il 50% (992mila euro); i 900 ettari di frumento danni per il 40% (184mila euro); i 580 ettari di orzo per il 40% (123mila euro); i 15 ettari di coltivazioni floricole il 35% (203mila euro); e i 110 ettari di riso danni per un valore di 73mila euro. Per il mais - si legge in una nota della Provincia di Novara -, la situazione è alquanto grave in quanto le piante nella fase di piena e fine fioritura, presentano un arresto vegetativo; eventuali precipitazioni provocherebbero una rapida accelerazione di tutte le restanti fasi vegetative (a ciò è interessata una estensione di circa 6mila ettari). Nei prati, le temperature medie al di sopra della norma hanno favorito in un primo tempo lo sviluppo delle essenze graminacee; i venti caldi e la mancanza di precipitazioni hanno determinato l'essicamento generalizzato del manto erboso; il maggengo e l'agostano sono andati persi; a causa della mancata produzione di foraggio, molti agricoltori per mantenere i propri allevamenti hanno dovuto acquistarne a prezzi particolarmente elevati. L'inverno e la primavera asciutte hanno provocato danni ai cereali quali frumento e orzo; ad aprile siccità e brinate hanno ridotto, in fase di raccolta, la produzione di granella. La floricoltura risente di un aggravio di costi a seguito delle ripetute irrigazioni e della difficoltà di programmare nuove coltivazioni. Circa il riso, in alcune aree la scarsità di acqua di irrigazione ha comportato l'allungamento del turno irriguo: in pratica l'acqua viene immessa in risaia solo una volta ogni dieci-quindici giorni; da sottolineare che nelle zone con terreni a struttura sciolta, le piantine di riso sono in fase di fine fioritura e presentano una notevole sterilità fiorale. Inoltre - fa sempre presente la Provincia - le spese, sostenute dagli agricoltori per le irrigazioni al mais, sono state ingenti soprattutto per il consumo di gasolio ed energia elettrica. Questi i Comuni interessati: Agrate Conturbia, Ameno, Armeno, Barengo, Bellinzago Novarese, Boca, Bogogno, Borgomanero, Borgoticino, Briga Novares, Briona, Caltignaga, Carpignano Sesia, Castelletto Sopra Ticino, Cavaglietto, Cavaglio d'Agogna, Cavallirio, Cerano, Colazza, Comignago, Cressa, Cureggio, Divignano, Fontaneto d'Agogna, Galliate, Gattico, Ghemme, Grignasco, Maggiora, Marano Ticino, Massino Visconti, Momo, Nebbiuno, Oleggio, Orta S. Giulio, Pisano, Pombia, Prato Sesia, Recetto, Romagnano Sesia, Sizzano, Suno, Vario d'Agogna, Varallo Pombia e Veruno.

[monica campusatto _ 9.8.2003]
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