Arona _
Fin dal primo approccio con i suoi quadri, appare chiaro il vivo sentimento ecologista che anima l'opera pittorica
di Giancarlo Fantini, aronese, presente ormai dal 1994, anno della sua prima personale proprio ad Arona,
in varie rassegne artistiche italiane e internazionali. All'Istituto Marcelline di Arona (dal 2 al 17 agosto) Fantini espone
sia la produzione più recente, che nel solo 2003 consta di una quindicina di quadri, sia quella degli anni passati:
spicca soprattutto
Casa bretone, risalente al 1996 e mai esposto nelle sue svariate rassegne.
La sua pittura risente degli studi scientifici e della sua passione per le montagne, in particolare per quelle
dell'Ossola, tra le quali svolge la sua professione di insegnante. Fantini adora i paesaggi incontaminati,
quelli in cui la natura è ancora l'unica vera padrona e la presenza umana si limita al massimo a poche costruzioni
isolate, perfettamente integrate con quanto le circonda. Per meglio rendere il paesaggio nella sua pienezza,
egli non esita a "eliminare" quei segni distintivi dell'abuso umano sul territorio (autostrade, ferrovie, agglomerati
di cemento). Così la natura può manifestarsi nella sua pienezza, come nelle frequenti immagini di fiumi, torrenti,
cascatelle, specchi lacustri, crinali di montagne e campi che si perdono a vista d'occhio. Attraverso un sapiente
uso della fotografia, base di partenza dei suoi paesaggi, egli riesce ad esprimere un cromatismo particolare,
accresciuto ulteriormente dall'uso di materiali come sabbia o cera oltre ai classici colori a olio. Il tutto
conferisce ai suoi soggetti una luminosità tenue ma diffusa, un sottile velo di malinconia che ricopre una natura
sempre più preda del cemento e sempre meno incontaminata. La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 17 alle 19 e dalle 21 alle
22:30; sabato, domenica e festivi anche dalle 10 alle 12:30.
[massimo zanetta _ 10.8.2003]