Mercurago di Arona _
A quasi un mese dalla tromba d'aria che il 21 luglio ha devastato, fra l'altro, una parte considerevole
del parco naturale dei Lagoni di Mercurago, il calcolo dei danni e lo studio di future misure d'intervento
è ancora in atto. Questo anche perché, spiega il direttore del parco, Massimo Grisoli, i guasti sono veramente
di portata finora mai vista in zona: «La quantificazione del danno è ancora molto sommaria, stiamo pensando
di ricorrere a una ricognizione aerea per avere dati più precisi, data l'estensione delle devastazioni.
Si calcola che ai Lagoni circa il 25% dei boschi sia stato danneggiato gravemente, in pratica distrutto
[l'estensione del parco è di circa 500 ettari,
ndr]. Quasi vent'anni di lavoro di assestamento forestale,
iniziato nel 1986, sono andati in fumo, dobbiamo ripartire da zero». Le strategie di intervento devono essere
invece ancora messe a punto: «Era già allo studio una seconda fase del piano di assestamento forestale, ora
tutto dovrà essere rivisto alla luce di questo evento. Si tratta, certo, di un fenomeno 'naturale', che in qualche
modo era previsto, anche se negli ultimi anni che la violenza e l'impatto di queste forze si sono moltiplicati.
In sostanza abbiamo davanti due alternative, il rimboschimento o lasciar fare alla natura non intervenendo, al momento
però è presto per dire dove si orienterà la scelta». Intanto il parco riapre, sia pure parzialmente, i battenti per i
visitatori: «Da lunedì 11 è stato riaperto circa un terzo dei sentieri, quelli principali, i più percorsi. E' stato
un grande sforzo, per il quale abbiamo dovuto chiedere l'aiuto di un'impresa specializzata. Per il resto bisognerà
aspettare l'autunno, quando si potrà eseguire razionalmente un lavoro di pulizia e di riordino».
[giacomo fiori _ 16.8.2003]