![]() |
| ATTUALITÀ |
| cronache e notizie 2003 |
|
Umanità globalizzata da conoscere
Stresa _ Si è svolto negli scorsi 27, 28, 29 e 30 agosto il Simposio della Cattedra Rosmini dedicato quest'anno al tema "Umanità globalizzata?", un dialogo che si propone prospettive storiche, filosofiche e sociologiche e che approfondirà il senso e la consistenza delle diverse culture in un momento in cui si trovano a doversi confrontare a livello planetario. Sarà possibile mantenere l'identità delle culture e l'universalità del loro messaggio? A queste problematiche hanno cercato di rispondere insigni studiosi che, presso la sala congressi Clemente Rebora, nella splendida cornice del Colle Rosmini di Stresa, si sono alternati proponendo domande, spunti di riflessione, studi approfonditi. Mercoledì 27 agosto, i lavori sono iniziati alle ore 16 con l'introduzione di padre Umberto Muratore, curatore dell'iniziativa e studioso di fama internazionale. Umberto Muratore ha parlato della globalizzazione come di un problema che impensierisce e che richiede delle risposte anche filosofiche. La filosofia riflette, studia e discute fenomeni maturi mentre il fenomeno della globalizzazione è un fenomeno ancora giovane. Il denaro invece corre sempre avanti ai valori religiosi, sociali, politici. Ha poi fatto delle riflessioni sull'economia mondiale, la quale, lasciata soltanto alla legge del profitto, rischierebbe di autodistruggersi, collassare con eventi imprevedibili. La legge del mercato non dovrebbe essere prevalente in alcuni settori quali l'ecologia, la medicina, l'ingegneria genetica, l'educazione. Altri aspetti presi in considerazione dal professor Muratore sono stati l'impersonalità,la generalizzazione, l'omologazione che accompagnano il fenomeno. Il ruolo della chiesa cattolica per indirizzare la globalizzazione verso orizzonti di arricchimento in umanità è stato un altro punto di riflessione ripreso anche dal professor Giuseppe De Rita, il quale ha parlato dei quattro poteri forti che orientano la globalizzazione: la tecnologia, le armi, la finanza, i mezzi di comunicazione. Il docente ha poi affermato che la globalizzazione non interagisce soltanto con gli stili di vita, ma ha anche una forza antropologica capace di parlare al singolo, alle sue esperienze, alle sue emozioni. Questo aspetto porta alla deriva del relativismo etico. Nel secondo giorno di studi, giovedì 28 agosto, si sono alternate conferenze e dibattiti. Nella mattinata il professor Robert Sirico ha parlato delle ragioni politiche ed economiche della sussidiarietà, facendo riferimento al personalismo liberale di Antonio Rosmini. Il relatore ha parlato del valore della libertà, delle diverse sfere di sovranità, della proprietà privata. Ha poi ripreso il pensiero rosminiano affermando che i diritti sono anteriori alle leggi civili che devono garantire anche le persone e la proprietà. Altro interessante aspetto trattato ha riguardato la diversità tra autorità e potere: la prima si basa su statuti, funzioni, vincoli di fedeltà, il secondo sulla forza. Il successivo intervento è stato del professor Giorgio Campanini dell'Università di Parma: ha approfondito il pensiero di Rosmini a riguardo della Società Universale del genere umano. La globalizzazione è dominio dell'economia, potere economico diventato universale, mentre il potere politico è rimasto locale. Ecco l'importanza, in questo contesto, della costruzione di una società Universale del genere umano, per passare anche a una globalizzazione dei diritti. Nel pomeriggio il professor Vincenzo Ferrari ha proposto delle riflessioni su diritto e globalizzazione. Ha parlato dei problemi ecologici, dei cambiamenti nel mondo del lavoro, della concentrazione dei brevetti, della confusione sulle fonti del diritto. Si è poi soffermato sulla crisi della legislazione statale, in cui sono presenti ampi spazi vuoti in cui non c'è un governo e neppure un giudice. Avrebbe dovuto parlare anche il professor Arduino Agnelli ma, per motivi tecnici, la sua relazione è stata sostituita da quella del professor Marco Tesini sul tema "Il dibattito sulla fine delle ideologie nella prospettiva dell'umanità globalizzata". Il relatore ha parlato dei totalitarismi e delle nuove ideologie. Una nuova forma ideologica è rappresentata dalle valutazioni statistiche intese come sublimazione e sintesi di tutti i fenomeni, altre sono americanismo e antiamericanismo e ancora il fondamentalismo islamico. Quindi la fine delle ideologie derivate dalla tradizione greca, romana, rinascimentale, illuministica. Venerdì 29 agosto sono intervenuti i relatori professor Pietro Rossi e professor Royden Hunt che hanno rispettivamente trattato i seguenti temi "Tradizioni culturali e nuove divisioni in un mondo globalizzato" e "La globalizzazione, il rischio e il futuro dell'umanità. Una prospettiva rosminiana". Pietro Rossi ha evidenziato come in Occidente la religione sia una questione privata a differenza di moltissimi altri paesi, in particolare islamici, e come esista una dicotomia tra i paesi più ricchi e quelli più poveri. Dopo aver sottolineato queste e altre divisioni, ha parlato della globalizzazione come di un fenomeno verso il quale non si può essere a favore o contro; si tratta di ipotizzarne il corso futuro e di correggere gli effetti negativi. Il professor Hunt ha presentato una relazione ricchissima di riferimenti al pensiero di diversi autori anche contemporanei. Tra i punti che il relatore ha approfondito in rapporto alla globalizzazione vi è la diversa percezione spazio-tempo; si è parlato di separazione tra spazio e tempo, di compressione di spazio e di tempo. Altro aspetto considerato è l'aumento di incertezza e la diminuzione della fiducia sia a livello individuale sia a livello politico e istituzionale. Hunt ha anche parlato del problema legato al rischio prodotto quando la tecnologia può dare origine a pericoli che non si possono vedere. Nel pomeriggio sono intervenuti il professor Giuseppe Lorizio dell'Università Lateranense di Roma e il professor Vittorio Possenti dell'Università di Venezia rispettivamente sulla "Tradizione cristiana nel contesto del villaggio globale contemporaneo" e su "Poteri pubblici sovranazionali e unificazione del mondo". Il professor Lorizio, teologo fondamentale, ha parlato di una sapienza biblica che ci invita e essere cauti nel valutare i nuovi fenomeni, a mettere in atto la nostra libertà e a non lasciarci intimorire. Un discorso complesso che ha permesso di vedere il fenomeno della globalizzazione da un punto di vista diverso rispetto agli interventi dei precedenti relatori. Il professor Possenti ha ripreso e approfondito aspetti già considerati: l'anarchia delle relazioni internazionali, il ruolo del'Onu, la crisi della dottrina dell'autorità, il tema del bene comune: con ricchezza di documenti e di riferimenti storici ha ripercorso momenti fondamentali del diritto internazionale. Altro punto di riflessione ha riguardato la "guerra preventiva", "pericolosa e inaccettabile". L'argomento è stato integrato da una riflessione sull'Articolo 51 della Carta dell'Onu e sulla crescente indifferenza alla dimensione giuridica del diritto internazionale. I lavori si sono conclusi nella mattinata di sabato 30 agosto. Le ultime relazioni sono state curate dalla professoressa Rosalia Azzaro, che ha trattato il tema "Scienza, etica e società per una sophia globale", e dal professor Mario D'Addio che ha presentato l'edizione critica della Politica Prima di Antonio Rosmini. La professoressa Azzaro ha parlato di bioetica con particolare riferimento alla manipolazione degli embrioni umani, ha ripercorso gli elementi razionali della dimensione universale della scienza e della democrazia per porre infine la domanda: "Esiste una dimensione universale dell'etica?" La risposta è stata intessuta con una relazione di profondo e meditato ragionamento filosofico. Al professor D'Addio è spettato il compito di presentare l'opera Politica Prima, che per la prima volta è stata pubblicata nella sua completezza. Il relatore ha parlato del titanico lavoro intellettuale di Antonio Rosmini e ha ripercorso il quadro storico del momento in cui tale opera è stata pensata. Si tratta di un testo «molto impegnativo dal punto di vista letterario» nel quale si parla di equilibrio tra potere e proprietà, tra scienza e potere, tra religione e scienza. Un capitolo è dedicato all'ordinamento militare, un altro alle finanze; molteplici aspetti fanno capire il carattere anticipatore del pensiero rosminiano. Si delinea una critica forte verso il potere assoluto e in queste pagine «ha inizio il Risorgimento culturale italiano». Un altro aspetto interessante è l'importanza attribuita da Rosmini al bello e alle belle arti nell'impostazione dell'ordine politico. Questi giorni di studio hanno individuato l'ampiezza dei piani di lettura del fenomeno della globalizzazione, ogni relatore ha messo in evidenza una diversa angolazione sottolineando che si tratta di un processo in corso, quindi da conoscere e da capire. La globalizzazione è quindi un'opportunità nella quale sono però presenti grandi rischi e pericoli. Il comitato scientifico del Simposio è stato costituito dai professori Mario D'Addio, Luciano Malusa, Francesco Mercadante, Umberto Muratore, Pietro Prini. Info: 0323.30091; centro.studi@rosmini.it. [angela maria vicario _ 3.9.2003]
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PAGINA PRECEDENTE | HOME PAGE | PAGINA SEGUENTE |