Stresa _
All'interno del tema generale 'Tracce latine', che ha legato tutte le manifestazioni delle
Settimane Musicali
di Stresa e del Lago Maggiore edizione 2003, le porte si sono aperte a una notevole varietà di espressioni.
E' questa, del resto, una delle caratteristiche peculiari del festival stresiano: ne sono esempio i concerti
tenuti quest'anno da tre diverse orchestre. E' difficile trovare un tratto comune, al di là dell'appartenenza
al complesso discorso artistico delle
Settimane, che leghi le musiche di Martucci, Rota e Ravel del
concerto inaugurale tenuto dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, che ha eseguito anche il brano
vincitore del concorso per giovani compositori scritto dalla torinese Carla Rebora, il
Don Giovanni
di Mozart rappresentato in forma semi-scenica, con una "squadra" di cantanti lirici di prim'ordine, i brani
di Petrassi, Strawinskij e Ravel eseguiti, come il
Don Giovanni, dall'Orchestra delle Settimane Musicali;
quelli di Cajkowskij e Berlioz proposti ancora dall'Orchestra della Rai e il programma eseguito da dalla
Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks. Se il rapporto con l'Orchestra sinfonica nazionale della Rai
è ormai consolidato, tanto che l'importante complesso già dal 2000 è diventato "orchestra residente" del
festival stresiano, la novità dell'edizione 2003 è la nascita di un'Orchestra delle Settimane Musicali.
«Nata quasi per scherzo - come spiega il suo direttore, Gianandrea Noseda, direttore artistico della rassegna -,
ha incontrato subito l'adesione entusiastica di decine di musicisti provenienti da tutt'Europa: attualmente
conta quaranta elementi. Contemporaneamente si è formato un Coro del Festival, nato dalla collaborazione
ormai pluriennale fra due complessi vocali ossolani di lunghissima esperienza: il Coro polifonico misto
di Varzo, diretto da Federica Maiocchi, e il Coro maschile Andolla di Villadossola, diretto da Franco Pallotta,
il quale ha assunto anche il compito di dirigere il nuovo gruppo vocale. «Con l'Orchestra delle Settimane Musicali
- spiega Dario Betti, consulente organizzativo del festival - abbiamo voluto legare l'aspetto operistico a quello
concertistico; con l'Orchestra della Rai, orchestra "residente", discutiamo il programma e il direttore ospite,
sempre rimanendo sul tema delle
Settimane, che quest'anno è stato Tracce Latine». Se vogliamo trovare
un elemento comune a quasi tutte le esibizioni di grandi orchestre alle
Settimane, possiamo citare il
successo dei solisti che ai complessi strumentali sono stati affiancati: la soprano Barbara Frittoli,
per il concerto inaugurale diretto da Noseda; la stessa Frittoli insieme con Natale De Carolis, Nicola Ulivieri,
Mariella Devia, Massimo Giordano, Umberto Chiummo, Irina Mataeva e Sergey Alexashkin nel
Don Giovanni;
il pianista russo emigrato in Israele Yefim Bronfman; il violoncellista tedesco Johannes Moser. Successi
facilmente misurabili dagli applausi entusiastici del pubblico e dall'esecuzione di "fuori programma" già
a metà serata, prima dell'intervallo. «Crediamo sia una scelta valida - dice Dario Betti - affiancare un
solista all'orchestra. Il pubblico è abituato a questo. Nel caso di Barbara Frittoli la grande partecipazione
di pubblico indica l'apprezzamento per le doti della cantante; la
Canzone dei Ricordi di Martucci non
era un pezzo semplice, usuale». Quest'anno la conclusione delle
Settimane non è stata affidata a
un'orchestra, ma a otto violoncelli, accompagnati dalla soprano Elena Monti. Ad ospitare l'ultimo concerto
il teatro La Fabbrica di Villadossola, sabato 13 settembre. «Non sempre il festival può mantenere la tradizione
di concludersi a Stresa, perché il Palacongressi è spesso impegnato - spiega ancora Betti -. Alcuni dei nostri
concerti conclusivi si sono tenuti anche a Milano».
[mauro zuccari _ 14.9.2003]