Arona _
Una due giorni per ricordare uno dei più grandi personaggi del XX secolo: questo è stato il convegno
"
Albert Sabin e la vaccinazione antipolio. Dalle intuizioni alle biotecnologie", svoltosi ad Arona, in sala congressi,
il 12 e il 13 settembre. Medico, di origine polacca ma trapiantato giovanissimo negli Stati Uniti,
Sabin (1906-1993) è universalmente noto per la scoperta, negli anni Sessanta, di un nuovo tipo di
vaccino contro la poliomielite, una terribile malattia oggi praticamente scomparsa dalla faccia
della terra proprio grazie alla cura inventata da Sabin. Il quale ci credette a tal punto da non
esitare, per ridurre i tempi della sperimentazione mostrando che non c'erano pericoli, a provare
il vaccino dapprima su se stesso e quindi sui propri figli. Infine rifiutò di brevettare la propria
scoperta, rendendola accessibile a tutti pur rinunciando ai cospicui introiti che gliene sarebbero
derivati. Una figura insomma di alta statura morale ma anche di grande attualità in questi tempi
di nuove scoperte proprio nel campo delle biotecnologie che stanno per cambiare la fisionomia
della medicina: l'idea di ricordarlo è venuta all'università del Piemonte orientale e alla Provincia
di Novara. Numerosi gli interventi di medici e studiosi, ma non solo, dedicati a questo illustre
pioniere della ricerca biotecnologica e ai progressi ottenuti dai suoi successori. Nel corso del
convegno il sindaco di Arona, Mario Velati, ha conferito la cittadinanza onoraria di Arona a
Maria Sandrucci, docente emerita di pediatria a Torino. Era prevista anche la partecipazione
della vedova di Sabin, Heloisa, che ha però dovuto rinunciare per problemi di salute.
[giacomo fiori _ 15.9.2003]