Stresa _
Novità importanti per la rinascita di
Villa Palazzola di Stresa sono emerse nella riunione
convocata il 4 dicembre a Torino dall'assessore a turismo, sport e Olimpiadi 2006 della Regione Piemonte,
Ettore Racchelli, ad appena una settimana di distanza dal primo incontro del 27 novembre a Stresa. Alla riunione hanno
partecipato, oltre a Racchelli, il sindaco di Stresa, Giorgio Diverio, e lo storico dell'arte Dario Gnemmi.
«Abbiamo trovato l'accordo sostanziale sulle linee generali dell'operazione e sulle bozze dell'atto costituivo
della futura Fondazione costituita fra il Comune di Stresa, proprietario dell'immobile, e la Regione Piemonte, che si farà
carico degli oneri del recupero dell'edificio - ha dichiarato Racchelli -. Allo stesso tempo abbiamo gettato
serie basi per i contenuti di un'attività culturale di livello assoluto, che farà di Villa Palazzola una nuova
gemma nel panorama culturale dell'intero Piemonte». La Fondazione sarà guidata da un consiglio d'amministrazione
composto da tre membri: due, fra cui il presidente, di nomina regionale e il vicepresidente di nomina comunale.
Il Comune di Stresa contribuirà conferendo la proprietà immobiliare della villa e del giardino e realizzando
le aree adibite a parcheggio, mentre la Regione Piemonte concorrerà con 5 milioni di euro per i lavori di restauro.
Dell'allestimento museale e dell'organizzazione del programma culturale-espositivo per i primi tre anni si farà
carico la direzione dei beni culturali della Regione Piemonte. Dopo il recupero della struttura, prevista in tre anni,
l'attività espositiva e la gestione ordinaria verranno assicurate da un fondo di dotazione reintegrato annualmente
dai soci fondatori. La scelta del progettista e del direttore dei lavori per il recupero architettonico e ambientale
della villa, del giardino e del parco sarà stabilita di concerto fra Comune e Regione. Confermata la volontà di
fare della villa la sede espositiva permanente della grande collezione dei 'Pittori Vigezzini' raccolta da un privato
ossolano: oltre cinquanta opere dei vari Ciolina, Beretti, Lupetti, Enrico Cavalli fino a Carlo Fornara. «L'ipotesi
che le parti stanno valutando e che la Regione si è impegnata a garantire con tutta la sua autorevolezza - ha
spiegato sempre Racchelli - è un deposito di lungo periodo (quindici-venti anni), arricchito da un'esposizione
e un catalogo che ne valorizzi la portata storica e il significato artistico. La Regione affiderà uno studio scientifico
e catalografico propedeutico all'allestimento della mostra permanente al massimo esperto dei 'Pittori Vigezzini',
il professore domese Dario Gnemmi».
[monica campusatto _ 5.12.2003]