Arona _
Domenica 7 dicembre, in sala consiliare, si è svolta la premiazione, con medaglia della
Presidenza della Repubblica, del presidente nazionale dell'ordine dei giornalisti,
Lorenzo Del Boca, nell'ambito del premio di letteratura e giornalismo intitolato alla
memoria del medico e scrittore Gian Vincenzo Omodei Zorini (durante la cerimonia di assegnazione
dei premi, lo scorso ottobre, Del Boca non aveva potuto essere presente). La medaglia del
presidente Ciampi - ha sottolineato Ornella Bertoldini, segretaria del premio Omodei Zorini -
è stata assegnata a Del Boca «per il costante impegno a favore della stampa», e per l'attività di
«osservatore acuto e disincantato della cronaca e della storia». Di Del Boca ha tratteggiato un
breve ritratto il vice presidente dell'ordine dei giornalisti del Piemonte, Ezio Ercole: «Già
quand'era un giovane cronista di nera e giudiziaria a
Stampa Sera la sua specialità era
l'inchiesta, scavare nella notizia: non aveva, come oggi si usa, un pubblico ministero di riferimento.
Oggi come presidente nazionale dell'ordine si sta battendo per una regolamentazione delle nuove
figure professionali, in particolare il giornalismo via Internet, che occupa spazi sempre maggiori,
ma così com'è equivale a licenza di diffamazione». Del Boca ricordava invece l'incontro con il quasi
concittadino Gian Vincenzo Omodei Zorini (Del Boca è di Romagnano Sesia, Omodei Zorini era di Grignasco),
«avvenuto pochi giorni prima della sua scomparsa, nel 1997. Era molto preoccupato perché, iscritto
all'ordine, aveva ricevuto la richiesta di produrre gli articoli scritti nell'ultimo periodo per una
revisione della sua tessera. L'ho tranquillizzato spiegandogli che si tratta di una procedura
burocratica che si applica a tutti dopo un certo numero di anni. Prendeva insomma molto sul serio
la sua attività giornalistica. Questo è un premio che intendo conferito attraverso di me a tutti
i giornalisti, alla loro autonomia e indipendenza, che purtroppo in Italia si tende a riconoscere
solo quando il giornalista parla bene della propria parte politica e parla male degli avversari».
[giacomo fiori _ 9.12.2003]