Verbania _
Il recupero di edifici a funzione pubblica a Cannobio, l'urbanizzazione del Pip della zona Arsa di Pieve Vergonte, infrastrutture
per l'area produttiva Rodego di Trarego Viggiona: sono le tre più rilevanti opere pubbliche, delle sei finanziate
nel Verbano Cusio Ossola. Le altre riguardano infrastrutture per il recupero funzionale del Castello Visconteo di Vogogna;
il recupero e la valorizzazione dell'antico fabbricato Casa Vanni, finalizzato alla realizzazione di struttura ricettiva, a Viganella;
e infine il restauro e il risanamento conservativo dell'edificio dell'Istituto di belle arti Rossetti Valentini a Santa Maria Maggiore.
La Regione ha dato il via libera a 55 progetti per un importo complessivo di oltre 40 milioni di euro di contributi e 54 milioni di
investimenti: nell'ambito dei fondi strutturali per le aree a riconversione sono stati assegnati i contributi a ulteriori progetti in
lista d'attesa che non avevano trovato disponibilità nel primo finanziamento deliberato nel dicembre 2002. «Le nuove risorse
finanziarie - spiega l'assessore a bilancio, industria e lavoro, Gilberto Pichetto - sono derivate in parte dalla riprogrammazione
degli interventi, dopo la prima fase di gestione, che ha portato alla Regione ulteriori fondi pubblici, da Stato e Unione Europea,
per circa 65 milioni di euro. Inoltre, l'appalto delle opere finanziate nella prima
tranche ha permesso di accertare
consistenti ribassi d'asta che sono stati dunque recuperati e finalizzati ai nuovi progetti». I progetti attuali si aggiungono
ai 174 finanziati in precedenza, i cui cantieri sono già tutti aperti, che avevano un importo complessivo di contributi
di 245 milioni di euro e un investimento, compresa la quota di autofinanziamento degli enti, di circa 363 milioni. Le misure attivate,
in particolare, riguardano interventi di completamento e sviluppo di strutture insediative per il sistema economico, interventi
di riqualificazione locale effettuati da soggetti pubblici (specialmente per il recupero di siti dimessi), riqualificazione di
edifici e aree a funzione prevalentemente sociale. «Sono tutte opere - aggiunge Pichetto - che contribuiranno a riqualificare
il territorio piemontese mediante la realizzazione di infrastrutture per l'innovazione, lo sviluppo turistico e culturale,
le attività sociali, oltre a dare nell'immediato un contributo all'occupazione nel settore delle costruzioni. Anche per questi
progetti prevediamo un programma serrato per rispettare i tempi imposti dalla Commissione Ue. Entro nove mesi i cantieri dovranno
aprire ed entro i successivi nove mesi dovrà essere attuato e pagato il 30 % dei lavori». Sempre nell'ambito del Docup 2000-2006
è in piena fase di gestione anche la misura relativa ai progetti integrati di area (in sigla Pia) che, in collaborazione con le
Province piemontesi, prevede la realizzazione di oltre cinquecento opere con un contributo complessivo di circa 120 milioni di euro.
[monica campusatto _ 28.12.2003]