Borgomanero _
Situazione scontata ma
gag tutte da scoprire per una serata a teatro esilarante dal ritmo serrato
e dalle battute a raffica. Perché a questo mondo il denaro è quella cosa tutta speciale, capace di far
roteare intorno a sé le persone, e di creare situazioni nuove e sconvolgenti tanto comiche quanto irreali.
Al Teatro Nuovo di Borgomanero, mercoledì 7 gennaio, la farsa
Funny Money dell'inglese Ray Cooney
non è stata speciale solo perché Marco Columbro, personaggio televisivo noto anche a chi non accende quasi
mai la tv, ha prestato il proprio talento personale al ruolo del protagonista, ma anche perché il testo
presentato era di quelli che farebbero ridere chiunque. Cosa può capitare infatti a un uomo che conduce
una vita tranquilla, con una bella casa, una moglie affettuosa e un lavoro sicuro, se per caso al posto
della sua valigetta che contiene tutti i giorni le stesse cose, dai fogli di lavoro al panino imbottito,
se ne trova in mano un'altra identica piena di banconote per un milione di sterline? Di tutto e di più e
visto che il fatto è nato per un equivoco (lo scambio fortuito delle valigette): tanto vale continuare nello
stesso modo finché il gioco degli equivoci incrociati non ingarbuglia la matassa, tanto da strappare una
risata ad ogni nuovo colpo di scena. Decisamente bravo Marco Columbro, che si è calato nel ruolo con grande
naturalezza senza pretendere che situazioni e personaggi roteassero esclusivamente intorno alla centralità
della sua persona. E' stato comunque ben spalleggiato da comprimari all'altezza del ritmo senza fiato impresso
dal testo - Francesca Draghetti, Cristina Borgogni, Pietro de Silva -, pronti a inventarsi nuove identità
causa il continuo "piombare in casa" di poliziotti per vari motivi, pur estranei all'affare del denaro. Anche
la scenografia ha fatto la sua parte. E' difficile ammirare un interno di casa inglese ricreato perfettamente
sul palcosecnico con tanta ricchezza di ambienti e dovizia di particolari: dai tendaggi al mobilio, dalla
scala che porta al piano di sopra all'anticamera in fondo alla scena.
[emanuela pradella _ 10.1.2004]