ATTUALITÀ
cronache e notizie 2004

Manichini settecenteschi per Gli innamorati

Arona _
Ha esordito con un testo poco noto di Goldoni questa prima stagione teatrale aronese nella Sala dei congressi che ha registrato il tutto esaurito già dal primo appuntamento, come segno inequivocabile dell'apprezzamento del pubblico per sette spettacoli capaci di coniugare gusto del classico e spirito innovatore. Con Gli innamorati di Goldoni sabato 10 gennaio è andato in scena il passato vero e proprio, quello del Settecento più noto al grande pubblico, che supera sempre facilmente difficoltà di linguaggio, di costumi di scena e di gestualità, per ritrovarsi in situazioni di comicità quotidiana che mantengono inalterata la loro attualità. Tutto ruota intorno ai due protagonisti, tanto capaci di amarsi quanto incapaci di comprendersi, chiusi nell'universo privato del loro puntiglio, delle liti futili e dei pretesti inconsistenti. La riconciliazione non serve a chi comunque torna sempre a riproporre gli stessi schemi di rapporto con l'altro in un gioco comico di ripicche e gelosie. A nulla valgono neppure i consigli dei parenti più stretti, o il sopraggiungere di nuovi personaggi che cambino i termini del gioco. Un gioco eterno quanto l'amore. Per sottolineare il legame con il presente e la comicità del tipo di rapporto amoroso, il regista Giulio Campari ha deciso di presentare i suoi interpreti rigorosamente in abiti settecenteschi in un salotto adatto all'epoca, ma il loro primo ingresso in scena è avvenuto con le movenze dei manichini, con un sottofondo musicale particolarmente moderno, quasi aggressivo, a significare come spesso gli esseri umani siano marionette nel groviglio delle situazioni intricate che da sempre presenta la vita. Tale scelta stilistica è poi stata ripresa nella seconda parte, quando tutti gli interpreti (anche quelli non impegnati in un dato momento nella recitazione) sono rimasti presenti sul palcoscenico sempre come dei manichini pronti però ad animarsi quando il testo lo richiedesse. Scelte originali di questo tipo contraddistinguono il lavoro della compagnia Hölderlin di Giulio Campari. Una formazione giovane (ha iniziato a lavorare nel 1997 e ha sede a Legnano) che conta non molti attori, ma particolarmente preparati e impegnati nel difficile mestiere della recitazione. Con il patrocinio del Comune di Arona la Compagnia ha aperto questa stagione e la chiuderà sabato 15 maggio con Tragicomico e folle Amleto. una rivisitazione del testo shakespeariano. Gli altri appuntamenti vedranno in scena altre compagnie mentre il filo conduttore della stagione 'Sorprendente e poetico viaggio in una terra senza tempo' prende spunto proprio da questo concetto di teatro, ossia dal modo di viverlo della Compagnia Hölderlin.

[emanuela pradella _ 12.1.2004]
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